LAVORO: BRUNETTA, DATI INPS DIMOSTRANO FLOP JOBS ACT, RENZI FACCIA MEA CULPA

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Continua il flop del Jobs act: nei primi due mesi del 2016, a incentivi dimezzati, l’aumento di contratti stabili in Italia è stato misero: poco più di 37.000, incluse le trasformazioni (quindi non nuovi posti di lavoro creati). Dati Inps.

Un crollo del 74% rispetto al 2015, quando la decontribuzione era in pieno regime. Ma soprattutto è significativo il confronto con il 2014. Due anni fa, infatti, non c’era nessun incentivo, ma nei primi due mesi si crearono oltre 87.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Read more…


PENSIONI: BRUNETTA, BUSTE ARANCIONI? BOERI, PROFESSORE PRESTATO A INPS, FACCIA NOMI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Con riferimento alle ‘sue’ buste arancioni, di cui la classe politica avrebbe paura ai fini elettorali, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, piuttosto che accuse generiche faccia nomi e cognomi.

In una fase così delicata dell’economia italiana, con le relative difficoltà sociali, non ci si può concedere il lusso di lanciare sassi e nascondere le mani. Per questo chiederemo al ministro del lavoro, Giuliano Poletti, da cui l’Inps dipende, conto delle dichiarazioni odierne del professor Boeri. Read more…


RIFORME: BRUNETTA: SONDAGGIO WINPOLL, A REFERENDUM VINCE ‘NO’ 52,5 CONTRO 47,5 ‘SI’’

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, pubblica su Twitter e Facebook l’ultimo sondaggio di Winpoll (le cui rilevazioni sono state eseguite tra il 12 e il 14 aprile) in merito al voto che gli italiani esprimeranno al referendum costituzionale del prossimo ottobre. Il rilevamento dice che alla consultazione popolare sulla riforma della Costituzione il ‘no’ è in vantaggio rispetto al ‘sì’: 52,5% a 47,5%.

Il capogruppo azzurro a Montecitorio rilancia sui suoi social anche l’ultimo sondaggio di Euromedia Research sempre sullo stesso argomento. Anche in questo caso prevalgono i ‘no’ contrapposti ai ‘sì’: 51 a 49. Nell’arco di una buona informazione, sottolinea inoltre Euromedia, la crescita prevista di chi potrà votare contro la riforma è stimata con un tasso di crescita intorno al 3%. Stando così le cose, stimando l’informazione sia dei favorevoli sia dei contrari, la differenza potrebbe crescere in sei mesi fino a 10 punti percentuali in favore del ‘no’. Insomma, potrebbe finire 60 a 40. Read more…


JOBS ACT: BRUNETTA, ILLUSIONE PENSARE CHE INCENTIVI POSSANO SOSTITUIRE CRESCITA

“La regolazione certamente migliora l’elasticità dell’occupazione, ma quello che conta più di tutto è che il reddito cresca, non si sono mai viste variazioni fisiologiche di occupazione senza crescita del reddito. Quando il Pil non cresce il lavoro non può crescere”.

Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo al convegno “Jobs Act, il lavoro non è una cosa per donne”, organizzato da Mara Carfagna e Renata Polverini a Montecitorio.

“L’ho ricordato anche a Renzi. Fisiologicamente ogni anno abbiamo aumenti di produttività del 2%, quelli legati alle nuove tecnologie che sono dei processi inesorabili. Quindi gli aumenti di produttività distruggono lavoro per il 2% perché si fanno le stesse cose con il 2% di input di lavoro in meno. Perché ci sia una crescita dell’occupazione occorre che il tasso di crescita del reddito sia superiore al 2%, tale da compensare la crescita della produttività. Solo se il Pil cresce sopra il 2% si ha creazione netta di occupazione trimestrale. Nel caso specifico occupazione giovanile e femminile, cioè la componente debole del mercato”. Read more…


ROMA: BRUNETTA, BERTOLASO? BERLUSCONI MANTIENE PAROLA DATA

“A Bertolaso è stato richiesto di candidarsi il 12 febbraio da Berlusconi, Salvini e Meloni. In politica la parola data si mantiene, e Berlusconi è uno che la parola la mantiene”.

Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

“Questo è quanto, non c’è altro da dire se non che inizia per Renzi, a partire dalla vittoria di Pirro sul referendum sulle trivelle, una stagione molto difficile fatta di semafori rossi. Perderà Roma e perderà Milano alle amministrative, e a ottobre perderà il referendum costituzionale e andrà a casa”, ha sottolineato Brunetta.


CONTI PUBBLICI: BRUNETTA, BANKITALIA BOCCIA IL DEF FARLOCCO DI RENZI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Dopo l’improvvido #ciaone del prode Carbone di ieri, sarà una due-giorni rovente per il governo. Mozione di sfiducia a parte, che sarà discussa domani in Senato, alla Camera sono cominciate stamattina le audizioni sul Documento di economia e finanza (Def).

La prima doccia fredda è arrivata da Bankitalia, che non ha voluto dire in maniera esplicita che il Def è tutto da rifare, ma lo ha lasciato intendere. I conti potrebbero tornare, secondo il vicedirettore generale, Luigi Federico Signorini, se venisse confermata la situazione economica attuale, ma i presupposti lasciano intravvedere tutt’altro: la congiuntura economica, in Italia ma anche a livello internazionale, volge al peggio e le stime rischiano di dover essere riviste al ribasso. Tanto più che la fiducia di famiglie e imprese è al palo e i mercati finanziari sono nervosi. Read more…


TRIVELLE: BRUNETTA, IN 16 MLN HANNO DISOBBEDITO A RENZI, E’ BASE PER MANDARLO A CASA

“Quella di Renzi sembra proprio una vittoria di Pirro: 16 milioni di italiani gli hanno detto ‘no’, sono andati a votare, hanno disobbedito”.

Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

“Guardando al 2006, coloro che avevano detto ‘no’ alla riforma costituzionale di Berlusconi erano 20mila in meno dei quasi 16 milioni andati alle urne ieri, e quindi se si riuscisse a portare al referendum confermativo di ottobre tutti quelli che hanno votato al referendum sulle trivelle, o ‘sì’ o ‘no’, vincerebbe il ‘no’ alla ‘schiforma’ Renzi-Boschi, il ‘no’ vincerebbe per 60 a 40, come successe 10 anni fa”. Read more…