JOBS ACT: BRUNETTA, ILLUSIONE PENSARE CHE INCENTIVI POSSANO SOSTITUIRE CRESCITA

“La regolazione certamente migliora l’elasticità dell’occupazione, ma quello che conta più di tutto è che il reddito cresca, non si sono mai viste variazioni fisiologiche di occupazione senza crescita del reddito. Quando il Pil non cresce il lavoro non può crescere”.

Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo al convegno “Jobs Act, il lavoro non è una cosa per donne”, organizzato da Mara Carfagna e Renata Polverini a Montecitorio.

“L’ho ricordato anche a Renzi. Fisiologicamente ogni anno abbiamo aumenti di produttività del 2%, quelli legati alle nuove tecnologie che sono dei processi inesorabili. Quindi gli aumenti di produttività distruggono lavoro per il 2% perché si fanno le stesse cose con il 2% di input di lavoro in meno. Perché ci sia una crescita dell’occupazione occorre che il tasso di crescita del reddito sia superiore al 2%, tale da compensare la crescita della produttività. Solo se il Pil cresce sopra il 2% si ha creazione netta di occupazione trimestrale. Nel caso specifico occupazione giovanile e femminile, cioè la componente debole del mercato”.

“Pensare che con una legge di incentivazione si possa sostituire l’unica vera legge dell’economia, che è quella della crescita, è una pia illusione. Altra cosa è migliorare l’efficienza, l’equità, la trasparenza del mercato del lavoro. Se però non c’è la crescita del Pil non c’è creazione netta dei posti di lavoro. Per questo, ci fossero 10 miliardi di euro io li metterei in investimenti, cioè a creare domanda e attraverso la domanda creare occupazione, piuttosto che destinare quei 10 miliardi in decontribuzioni tali da incentivare un’occupazione drogata che non ha il sostegno della domanda. Perché quando togli quell’incentivo, quella droga, immediatamente l’occupazione da essa indotta cade”.

“Per questa ragione noi dobbiamo tornare alla politica degli investimenti, sull’efficienza della qualità e produttività dei fattori, sulla competitività del sistema Paese. Qualsiasi tipo di investimenti purché la ‘I’ della funzione keynesiana della domanda abbia tassi di crescita tali da indurre aumento dell’occupazione”, ha concluso Brunetta.

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