MANOVRA: BRUNETTA, ECCO LE 5 BUGIE DELLA FINANZIARIA DA PRIMA REPUBBLICA DI RENZI

“Con la presentazione della sua terza, e speriamo ultima, Legge di bilancio, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è confermato ancora una volta per quello che è: un uomo della prima Repubblica”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato dal “Quotidiano Nazionale”.

“La sua è una Legge di bilancio tutta in deficit, elettoralistica, indecente, laurina. Fatta di mance e mancette, priva di una strategia strutturale, in cui l’indebitamento netto cresce di circa un punto di Pil rispetto agli impegni originariamente presi con l’Unione europea (nel 2017 era previsto essere dell’1,4% ma ora è stato portato fino al 2,3%). Una Legge di bilancio che fa crescere il debito, il che comporta bassa crescita e incoerenza dei numeri, come ha fatto notare l’Ufficio parlamentare di bilancio e come dimostrano le preoccupazioni crescenti della Commissione europea. Nessun taglio vero, entrate tutte aleatorie legate a condoni. Laddove le uscite sono di tipo strutturale. E alla fine del 2017 pagheremo il conto, con una manovra correttiva che peserà sulle tasche di tutti gli italiani.

Alle slide propagandistiche di Renzi non abbocca più nessuno: ormai ha perso qualsiasi credibilità ed è conosciuto, in Italia e all’estero, come l’uomo dell’azzardo morale, vale a dire dei comportamenti opportunistici post contrattuali, per cui fa promesse che sa di non poter mantenere. Aspettiamo di vedere i provvedimenti relativi alla Legge di bilancio, non ancora noti, ma sappiamo già che si riveleranno dei boomerang. La maggior parte dei «risultati» propagandati da Renzi per i suoi quasi tre anni di governo sono smentiti dai fatti, su cui noi continuiamo a fare serio e scrupoloso fact-checking. Ci sono almeno 5 grandi «bufale» che lui va ripetendo pensando di prendere in giro gli italiani.

1) Non è vero che con Renzi la pressione fiscale è diminuita perché, come è scritto nell’ultima Nota di aggiornamento del Def, passa dal 42,6% del 2016 al 42,8% del 2017. In valore assoluto, solo tra il 2016 e il 2017, le entrate fiscali passeranno da 786 a 800 miliardi: 14 miliardi di tasse, imposte e contributi in più.

2) Non è vero, come vorrebbe farci credere Renzi, che con il suo governo il debito è diminuito perché da quando si è insediato fino ad agosto 2016 (ultimi dati disponibili) è aumentato di 127 miliardi, toccando il record di 2.225 miliardi di euro.

3) Negli anni del suo governo, inoltre, Renzi ha sovrastimato i valori della crescita economica 10 volte su 10, trovandosi poi costretto a rivedere al ribasso le stesse stime nei documenti successivi.

4) Non è vero che Renzi ha ridotto la spesa pubblica corrente, che invece è aumentata di più di 8 miliardi solo dal 2015 al 2016, da circa 760 miliardi a oltre 768.

5) Infine, non è vero, come dice Renzi, che con il suo governo sono stati spesi più soldi per la scuola, per gli ammortizzatori e per il sociale. Non dimentichiamo, per esempio, che nel 2015 il governo ha effettuato tagli alla sanità per 2,3 miliardi di euro, provocando una stretta su analisi, visite ed esami per i cittadini, specialmente i più poveri, che ne hanno pagato il prezzo.

Sull’economia Renzi e Padoan mentono sapendo di mentire. Prima vanno a casa meglio è per tutti”, conclude Brunetta.

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