REFERENDUM: BRUNETTA SMONTA BASTA UN SI’, IN SCHIFORMA ZERO PROPOSTE PDL 2013
“Il sito www.bastaunsi.it, ha messo on line il programma elettorale del 2013 del Pdl, in cui vi erano una serie di proposte in tema di riforma delle istituzioni, addirittura millantando una serie di punti in comune con la riforma costituzionale del governo Renzi. Ebbene. Riprendiamo i punti del nostro programma 2013 e denunciamo le differenze con la schiforma renziana, punto per punto”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un dossier che smonta, punto per punto, la tesi del Comitato per il Sì in merito ai punti in comune tra la riforma Renzi-Boschi e il programma del Pdl per le elezioni politiche del 2013.
“1. Il nostro programma prevedeva: ’elezione diretta e popolare del presidente della Repubblica’. Non presente nella riforma Renzi.
2. Il nostro programma prevedeva: ‘rafforzamento dei poteri del governo’. Su questo tema la riforma Renzi si contraddice da se: non cambia la forma di governo negli articoli, ma lo fa in maniera surrettizia attraverso l’Italicum. È il modello dell’uomo solo al comando, senza pesi e contrappesi.
3 Il nostro programma prevedeva: ‘riforma del bicameralismo, Senato federale, dimezzamento del numero dei parlamentari e delle altre rappresentanze elettive’. La riforma Renzi supera il bicameralismo perfetto attraverso le soppressione di libere elezioni. Non ‘dimezza’ il numero dei parlamentari. Per di più non saranno più i cittadini a eleggere il Senato, che diventa una sorta di ‘dopolavoro’ per sindaci e consiglieri regionali. Un pasticcio, altro che ‘Senato federale’.
4 Il nostro programma prevedeva: ‘revisione dei regolamenti parlamentari e snellimento delle procedure legislative, con tempi certi per l’approvazione delle Leggi’. La riforma Renzi, ovviamente, non affronta la revisione dei regolamenti parlamentari, i ‘tempi certi per l’approvazione delle leggi’ non possono essere in alcun modo assimilati al meccanismo di ‘voto a data certa’ previsto dalla riforma, che svuota completamente la rappresentanza e la dialettica parlamentare. Per non parlare dello ‘snellimento delle procedure legislative’, totalmente estraneo al contenuto della riforma, visto che non vi è infatti alcuna traccia di semplificazione.
5. Il nostro programma prevedeva: ‘abolizione delle province tramite modifica costituzionale’. La riforma Renzi non elimina il tremendo pasticcio compiuto dalla legge Delrio, venuta nel 2014 come ‘abolizione delle province’: in realtà, ha solo abolito l’elezione diretta delle stesse, trasformandole in enti di secondo livello.
Questa l’oggettività dei fatti. Renzi ha fatto una schiforma, le nostre proposte erano ben altra cosa. Noi non volevamo questo!”.


