LEGGE DI STABILITA’: BRUNETTA, GIUSTA DIFESA DI BANCHE E FINANZA, MA HANNO DOVERE DI CHIARIRE L’ORIGINE DELLA CRISI

L’intervento dell’onorevole Renato Brunetta, relatore della Legge di stabilità in Commissione Bilancio della Camera, dopo le audizioni dei rappresentanti di Abi, Assonime e Ania.

“Vorrei fare una riflessione un po’ controcorrente rispetto ai ‘cattivi’ delle banche e del settore finanziario in generale, perché nell’opinione pubblica, soprattutto a causa dei cugini americani o dei cugini tedeschi, il mondo bancario in generale, e anche il mondo bancario italiano, viene assimilato all’origine di questa crisi.

Non dimentichiamo però la vendita da parte di Deutsche Bank l’anno scorso degli otto miliardi su nove del suo portafoglio titoli italiani, che innescò una reazione a catena di vendita da parte poi di altre istituzioni bancarie e finanziarie di nostri titoli del debito sovrano. Cosa che poi innescò un ulteriore contagio, che ci ha portato fin dove siano oggi.

Non so la ragione di allora – o forse la so – del perché Deutsche Bank ha venduto, ma il risultato è che siamo entrati in una spirale che sta portando anche a queste conseguenze di politica economica. Ricordiamo tutti i quantitative easing all’europea fatti da Mario Draghi rispetto alla liquidità verso il settore bancario, liquidità che poi non si è trasmessa, o si è trasmessa in parte all’economia reale, in ragione delle regole perverse – penso a Eba e Basilea – che imponevano alle stesse banche di ricapitalizzarsi. Per cui i ‘cattivi’ stanno diventando anche vittime, perché alla fine non riescono a trasmettere la politica monetaria e di fatto diventano oggetti, o soggetti, da
spennare. Perché difronte alla crisi complessiva, da chi vai a prendere, spremere risorse se non dal sistema bancario e finanziario?

Da questo punto vista, questa spirale va rotta. Intanto indicando chiaramente l’origine della crisi, che è una crisi dell’euro e della finanza privata, non italiana, e di questo occorre darne atto. Per cui, oltre a una difesa ‘corporativa’ – e lo dico nell’accezione migliore del termine – del settore, a mio modo di vedere il settore avrebbe il dovere, oltre che il diritto, di rappresentare una sorta di

lettura corretta di quello che è successo nell’ultimo anno e mezzo, proprio per uscire dall’angolo da un lato, e diventare agente di trasmissione della politica monetaria, con le mani libere dall’altro. Perché questo significa poi fare il proprio mestiere, cioè prestare soldi alle imprese, prestare soldi alle famiglie, intermediare rispetto al tempo e al futuro per quanto riguarda i sistemi
assicurativi. Altrimenti il rischio è che lo spennamento poi si trasla sull’economia reale, sulle famiglie e sulle imprese e ritorniamo da capo a dodici.

Per cui, è certamente apprezzabile la vostra analitica difesa corporativa, a cui io aggiungerei però una altrettanto importane riflessione sulle origini e sulle cause della crisi, ma anche su una serie di suggerimenti di nuova politica economica che rompa questa spirale perversa”.

Tag: , , , ,

Lascia un Commento