BILANCIO UE: BRUNETTA, E’ ANDATA IN SCENA LA PEGGIORE EUROPA

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Al di là delle dichiarazioni trionfalistiche di tutti, Monti in testa, che in qualche modo devono rivendicare un proprio ruolo nella maratona appena conclusa a Bruxelles, l’Europa è apparsa divisa più che mai sul bilancio 2014-2020 dell’Unione. Paesi del Nord, tutti tagli e austerità, contro paesi del Sud, che premevano, giustamente, per la crescita. E perché quello che versano venga ridato attraverso interventi mirati.

Tanti buoni propositi da parte del nostro presidente del Consiglio, tanti incontri bi-tri-laterali, tante negoziazioni, tanti slogan, ma alla fine per l’Italia la sostanza non cambia. Rimaniamo uno dei pochi paesi creditori netti, per 3,8 miliardi, e non si dica, per favore, di essere riusciti ad ottenere “fondi aggiuntivi”. Perché di aggiuntivo non c’è proprio niente, se non rispetto a bozze che erano circolate negli ultimi giorni, o a proposte inaccettabili dello scorso novembre, rispetto alle quali il governo italiano non aveva mosso ciglio, ma che, anzi, in audizione alla Camera, rivendicava con orgoglio.

Non siamo più nelle condizioni di fare piaceri alla Germania, a carico dei cittadini italiani. Il contributo che l’Italia versa all’Unione europea era stato determinato anni fa, quando l’economia italiana marciava a ritmi ben maggiori. Oggi purtroppo non è più così e il nostro benessere relativo (parametro su cui calcolare il contributo), nel confronto con gli altri Paesi, è sceso da 105 a 96. Sarebbe stato necessario, pertanto, tra ieri e oggi, rivedere le vecchie posizioni, non più rispondenti alla reale situazione economica del nostro paese.

Il presidente Monti non è stato invece in grado di dimostrare, con i fatti e non solo a parole, di essere in grado di difendere gli interessi italiani, chiedendo un riequilibrio nel riparto delle spese.

Era l’occasione perché l’Italia passasse dalla posizione di creditore netto a quella del semplice pareggio. E che ottenesse maggiori risorse sulle politiche che la riguardano (ad esempio le politiche di coesione), al fine di azzerare lo squilibrio. Ma ciò non è avvenuto.

Presidente Monti, non mistifichi la realtà sulle conclusioni della riunione dei capi di Stato e di governo che è appena terminata. Lasci fuori la campagna elettorale dalle sue attività istituzionali come presidente del Consiglio, sia pur in carica per gli affari correnti. Per il bene di tutti”.

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