UE: BRUNETTA, OK CONTI? PER RENZI VITTORIA PIRRO, A OTTOBRE STANGATA DA 40-50 MLD
“Il nulla osta atteso da parte della Commissione europea al piano dei conti presentato dal governo sarà solo una vittoria di Pirro per Renzi. Il nostro vanitoso premier crederà che l’Europa è disposta ad accettare il suo deficit spending, mentre la verità è che si prepara ad attaccarlo in modo decisivo a ottobre, quando i nodi verranno al pettine e gli italiani dovranno subire una maxi manovra da 40-50 miliardi di euro per corregge il mancato rispetto delle regole fissate nei trattati europei. Ci sono già le prime sirene che evocano un possibile arrivo della Troika il prossimo anno, per commissariare l’Italia”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Nell’ultimo bollettino Bce, per esempio, Francoforte ricorda all’Italia che ‘gli scostamenti rispetto ai livelli richiesti dalla regola del debito si sono ampliati, specie nei paesi con un debito molto elevato’. Lo scostamento italiano nel 2014 è stato pari all’1,2% del Pil. Ancora. ‘Azioni di risanamento strutturale insufficienti nell’ambito del meccanismo preventivo del Psc (Patto di stabilità e crescita), assieme ai minori requisiti di aggiustamento conseguenti alle recenti disposizioni sulla flessibilità, hanno contribuito agli scostamenti dal parametro di riferimento per la riduzione del debito’. E per finire: ‘se l’Italia avesse migliorato il suo saldo strutturale di circa 1,5 punti percentuali rispetto al livello del 2012 per conseguire il proprio Omt (Obiettivo di medio termine) di un bilancio strutturale in pareggio nel 2014 (come previsto nel quadro temporale per la convergenza) lo scostamento rispetto al livello richiesto per assicurare l’osservanza con la regola del debito sarebbe stato quasi interamente riassorbito. Invece, il conseguimento degli Omt è stato spesso procrastinato’.
Come dire: Renzi ha perso tempo prezioso e, a causa delle sue mance elettorali, ha fatto peggiorare la finanza pubblica portandola su un sentiero insostenibile. Come sempre avviene, i soldi dati a pioggia oggi si risolveranno in maggiori tasse domani. E il domani per gli italiani sarà il prossimo ottobre.
E cosa dire del sasso lanciato da Weidmann, il potente banchiere centrale tedesco, candidato alla successione alla poltrona della Bce, che ha ricordato come l’Italia abbia troppe volte violato il patto?
Si rassegni il premier Renzi, le sue mance non salveranno l’Italia dal futuro commissariamento”, conclude Brunetta.


