RIFORME: BRUNETTA A ‘PREMIER CHE NON C’E’’, FATTE PER INTERESSE MAGGIORANZA MOMENTO
“Il gruppo di Forza Italia voterà contro questa riforma. Lo farà a ragion veduta, a seguito di una discussione che si è svolta nei suoi uffici del partito, in seno al gruppo parlamentare, sotto la guida e l’ispirazione del Presidente Berlusconi”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio per la dichiarazione di voto finale sul ddl Boschi, rivolgendosi più volte al premier Renzi e chiamandolo “signor presidente del Consiglio che non c’è”.
“Nel merito. Dopo la vostra riforma del 2001, che andava in direzione esattamente opposta a quella di oggi, ci si sarebbe atteso l’aggiustamento necessario di quella riforma, voluta, ricordiamocelo, dal centrosinistra stesso a strettissima maggioranza. E invece no, si fa una grossolana inversione a ‘U’. Si ripristina un egemonico interesse nazionale che non è l’interesse della Nazione, ma l’interesse della maggioranza politica del momento”.
“E, ancora, si costruisce un sistema legislativo che produrrà infinite controversie, che consentirà l’uso di poteri di interdizione e rallentamento, finendo per sospingere, ancora una volta, verso quella legislazione emergenziale e d’urgenza per decreto-legge, di cui, a parole, ci si vorrebbe liberare. In questo contesto, il nuovo Senato sarà caratterizzato da impotenza e spirito revanchista”.
“Così poco legittimato per la sua elezione indiretta, da non poter svolgere alcun ruolo costruttivo, ma solo quello di avvelenare i pozzi e sabotare le iniziative. Ancor più drammaticamente lacerante, fino a rasentare la crisi costituzionale, è la sommatoria, signor Presidente del Consiglio che non c’è, tra riforma costituzionale e riforma elettorale”.
“Questo ‘combinato disposto’ spiana la strada ad un orizzonte nel quale il momento più basso della legittimazione parlamentare, dopo la sentenza della Corte, nella storia repubblicana, produce il cambiamento più radicale degli ultimi 60 anni, oltre 40 articoli della Costituzione modificati”.
“Un sistema complessivo che risulterà privo di bilanciamento, ovvero di quei pesi e contrappesi necessari per garantire l’equilibrio politico istituzionale tra poteri, e tra le diverse forze politiche in campo, a piena garanzia del popolo sovrano”, ha sottolineato Brunetta.


