REFERENDUM: BRUNETTA, LONDON SCHOOL OF ECONOMICS BOCCIA SCHIFORMA RENZI-BOSCHI
“#referendum #Renzi #Boschi La schiforma Boschi bocciata nettamente anche dalla London School of Economics. In un saggio accademico pubblicato sul blog ufficiale (blogs.lse.ac.uk/europpblog/) Valentino Larcinese (Professor of Public Policy in the Department of Government at the London School of Economics) smonta pezzo per pezzo la cattiva riforma della Costituzione voluta dal governo Renzi. Uno studio preciso e dettagliato, un motivo in più per votare No al referendum del 4 dicembre”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Le conseguenze più importanti della vittoria del Sì al referendum – secondo l’analisi del professor Larcinese – sarebbero, in primo luogo, il radicale cambiamento del ruolo del Senato; secondo, l’estensione dei privilegi del potere esecutivo nel processo-decisionale legislativo; terzo, la centralizzazione di alcune funzioni precedentemente attribuite ai governi regionali. Per la London School of Economics si tratta di un sistema in cui i controlli parlamentari sull’esecutivo sarebbero fortemente limitati.
La riforma, viene notato, non è il risultato di una condivisa riflessione parlamentare, ma piuttosto di una disciplina di partito e di considerazioni politiche di breve termine. La riforma costituzionale di Renzi è stata sostenuta solo da una risicata maggioranza in Parlamento e il governo ha fatto molto poco per aprire un dibattito e creare un clima collaborativo e costruttivo attorno alla riforma.
E quando un capo di governo ci dice che i pesi e contrappesi sono obsoleti – si sottolinea – questo è probabilmente un segno che rimangono vitali. Gli elettori italiani dovrebbero considerare attentamente le conseguenze della creazione di un esecutivo con ampi poteri e con limitati pesi e contrappesi.
La riforma, secondo la Lse, deve essere valutata alla luce della attuale legge elettorale – e non, come alcuni hanno sostenuto, astraendola da essa perché non è parte della costituzione. Una buona ragione per rifiutare la riforma costituzionale è proprio che, così facendo, gli italiani possono costringere il governo a rivedere la legge elettorale.
Nel saggio viene infine spiegato come non ci sia alcuna ragione per aspettarsi un vantaggio economico dalla riforma e come la nuova Costituzione non farebbe diminuire, ma piuttosto aumentare, l’instabilità politica e l’incertezza”, conclude Brunetta.


