RAI: BRUNETTA, SUI COMPENSI INACCETTABILI LE DICHIARAZIONI DI GUBITOSI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“Il Direttore Generale della Rai Luigi Gubitosi in Commissione di Vigilanza ha sbagliato toni e contenuti nel rispondere alle puntuali domande sui compensi a dirigenti, giornalisti e collaboratori della televisione pubblica e sui costi dei programmi. Un atteggiamento non più tollerabile, anche perché la Rai è stata da me più volte sollecitata. Nascondendosi dietro parole che sfiorano l’offesa al buon senso, la Rai, ancora una volta, fa finta che non esistano le leggi dello Stato e i puntuali impegni sottoscritti nel contratto di servizio.
Tre, i punti della nostra domanda: perché la Rai non pubblica, come più volte si è impegnata a fare, i compensi dei conduttori e dei dirigenti e i costi dei programmi? Perché non rispetta il limite previsto dalla normativa vigente sul trattamento economico dell’alta dirigenza? Perché omette qualsiasi controllo teso a verificare il rispetto dei principi del pluralismo dell’informazione?
La motivazione di Gubitosi alla prima domanda continua a essere sterile. Si adduce un fantomatico interesse della Rai a non far conoscere le informazioni sui contratti per evitare che ‘Mediaset e Sky portino facilmente via i nostri dirigenti conoscendo i loro stipendi’.
Se questo fosse vero, perché le altre amministrazioni e società pubbliche sono tenute al rigore della norma? Non rischiano anche loro di vedersi portare via i migliori collaboratori? Non credo proprio che alle società private o ai cacciatori di teste manchino il coraggio e il modo di chiamare i più bravi e chiedere la loro disponibilità e il loro stipendio in vista di un possibile nuovo lavoro. La risposta di Gubitosi non è solo banale, è pretestuosa e offensiva.
Alla seconda domanda si risponde che i compensi che superano i tetti sono previsti da contratti sottoscritti prima dell’entrata in vigore della normativa. Le norme sono il decreto del Presidente della Repubblica n.195 del 5 ottobre 2010 e il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.89 del 23 marzo 2012. Lo stesso Gubitosi è stato indicato dal governo Monti e nominato dal CdA della Rai nel luglio 2012 e il suo compenso è superiore al doppio del tetto ammissibile. La risposta è, nella migliore delle ipotesi, confusa.
Sul mancato controllo. ancora Luigi Gubitosi ci informa di aver dato disposizioni, con una lettera firmata anche dalla Presidente Tarantola, a tutti i responsabili dei programmi di informazione circa l’opportunità di garantire il rispetto di un ‘ragionevole equilibrio, senza usare il bilancino’. Non si tratta di bilance o bilancini, non si tratta di mandare una lettera. Il direttore deve garantire il puntuale rispetto del principio della par condicio per prevenire ogni violazione, anche attraverso un efficace monitoraggio.
Trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche e pluralismo dell’informazione sono principi fondanti la nostra democrazia. Spero che il direttore della Rai torni presto in Commissione di vigilanza dopo aver applicato le norme e con argomentazioni plausibili sull’omesso controllo. Nell’attesa continuerò a richiamare la Rai a dare risposte chiare e convincenti”.



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