RAI: BRUNETTA, IL TRATTAMENTO FLORIS SCIVOLA NELL’ILLEGALITA’
“Il conduttore ridens di ‘Ballarò’, bersaniano con tendenze da ultrà, è fra i più scaltri e potenti miscelatori di ospiti faziosi ed è maestro nell’arte dell’agguato affidata al formidabile Crozza”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Foglio”.
“Giovanni Floris – scrive Brunetta – è di certo il miscelatore più potente e furbo tra i giornalisti-conduttori della Rai ma non solo. Infila nel suo programma ‘Ballarò’, caposaldo dell’informazione politica di RaiTre, ingredienti di ogni tipo, per ricavarne un sapore unico, omogeneizzato al suo pensiero di democratico bersaniano con scivolamenti all’estrema sinistra. Il suo è l’esempio preclaro e molto professionale del pluralismo peloso, di una par condicio con la barba finta”.
“Oltretutto accade questo a ‘Ballarò’: che gli ospiti con idee alternative alla sinistra, già minoritari, subiscono, prima ancora di poter accennare a una parolina, il trattamento Crozza, una specie di lavaggio con candeggina e tinteggiatura senza diritto di replica. Non è affatto una specie di divertissement a parte. L’introduzione comica di Maurizio Crozza fornisce la chiave del programma. E’ in quel vestibolo che Floris fa indossare agli ospiti politici il costumino satirico che li inchioderà nella testa dei telespettatori a quell’immagine per tutta la serata e oltre”.
“E’ la tecnica già definita da Umberto Eco come censura additiva. Si crea – sottolinea l’ex ministro – un contesto per cui tutto quello che uno dice o scrive viene deformato preventivamente. Crozza, dichiaratamente di sinistra, certo molto capace, sembra prendere a bersaglio dei suoi colpi ogni parte politica con imparzialità. In realtà l’essere ladri e cattivi, volgari e corrotti, sono per lui le caratteristiche antropologiche di uomini e donne del centrodestra. A sinistra al massimo ci sono simpatici imbranati o ingenui babbei che si fanno infinocchiare dagli avversari”.
“L’apparenza inganna proprio come Floris. Il campione della par condicio si rivela, sotto la maschera sorridente, un professionista delle carte truccate. Organizza in studio confronti politici tra centrodestra e sinistra, dove fa credere siano tutti uguali e invece mortifica la buonafede del pubblico. Tutto questo sarebbe moralmente penoso e deontologicamente censurabile anche se fosse proposto da una televisione privata o commerciale. Se praticato dalla Rai, che è servizio pubblico, si scivola nell’illegalità, perché va contro le norme che fino a prova contraria valgono e devono essere fatte valere da chi la dirige e ne deve rendere conto al Parlamento”, conclude Brunetta.


