PENSIONI: BRUNETTA, BERLUSCONI VUOLE AIUTARE I PIU’ DEBOLI, LO FAREMO COME NEL 2001

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Difendere i più deboli, quelli più in difficoltà, i più indifesi, è uno dei doveri più nobili della politica. Non c’entra niente destra e sinistra, non ci sono distinzioni ideologiche da fare quando si parla della vita della gente, dell’esistenza, difficile, di milioni di persone che, causa anche la crisi che ha colpito il nostro Paese in questi ultimi 7-8 anni, faticano ad arrivare alla fine del mese e a condurre una vita dignitosa.

Tra le categoria più deboli c’è quella dei pensionati poveri, una larga fetta di popolazione, sempre più in difficoltà e alla quale nessuno dà più risposte concrete.

In mezzo al silenzio assordante nel quale viviamo, il presidente Silvio Berlusconi – come già fatto nel 2001, quando portò tutte le pensioni degli italiani al vecchio milione di lire – ha deciso di scendere in campo per aiutare questa specifica categoria, e non per ragioni elettorali ma per una questione di giustizia sociale.

Porteremo le pensioni a 1.000 euro, lo faremo perché nessuno resti indietro, perché non è accettabile un Paese che dimentica le persone anziane in difficoltà. Li aiuteremo, con un programma ad hoc, anche per i problemi relativi alla vita di tutti i giorni: alla casa, alla sanità, alle bollette, al cibo. Questo è il nostro dovere: le risorse ci sono, e le coperture sono serie e garantite.

Dispiace leggere bravissimi giornalisti in pensione, da tempo, con il ‘gradevolissimo’ sistema retributivo, in un Ente, l’INPGI, che non brilla per equilibri di bilancio. Giornalisti, sempre d’assalto e critici rispetto alle necessità altrui, ma, timidi e reticenti sui privilegi propri. Avremmo ascoltato volentieri parole d’incoraggiamento per politiche redistributive sulle future pensioni dei giovani giornalisti free-lance a basso reddito, piuttosto che un’acerrima difesa della propria.

Criticare questa straordinaria intuizione di Berlusconi e prendersela con il nostro presidente solo per paura di vedere intaccati i propri legittimi ed elevati diritti pensionistici, che vedono raddoppiare le proprie rendite previdenziali rispetto ai contributi versati (a spese dei contribuenti), ci sembra inaccettabile, come sempre inaccettabile è la difesa arrogante dei propri privilegi.

Ci saremmo aspettati l’uso del proprio potere comunicativo e della propria brillantezza di editorialisti per denunziare, magari, le speculazioni, anche recentissime, irresponsabili e fallimentari del proprio Ente previdenziale, l’INPGI. Difendere, invece, banalmente un ricco privilegio non è un’opera da cuor di leone, ma una miseria dei nostri tempi. Triste vedere una guerra civile tra pensionati ricchi e pensionati poveri, con, per di più, i primi a bastonare i secondi, definendoli ‘sfigati’.

Per questo diciamo con ancora maggior convinzione: forza Berlusconi. Vinci le elezioni politiche, torna a governare questo Paese e agisci, come hai sempre fatto, per i più deboli e per la giustizia”.

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