PDL: BRUNETTA, DIALETTICA INTERNA, SEMBRANO CAREZZE SE CONFRONTATE CON QUANTO ACCADE NEL PD

“Sono due anni che i mass media disquisiscono sulle spaccature del Pd, sui rottamatori e sui rottamati. Sono due anni che si discute degli atteggiamenti di Renzi nei confronti dei big del suo partito, da D’Alema a Veltroni”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Mattino”.

“E neppure possiamo dimenticare – sottolinea l’ex ministro – come i Democratici abbiano impallinato gente come Franco Marini e Romano Prodi. Per cui, al confronto, ora che c’è una seppur dura dialettica interna quelle del Pdl sembrano delle carezze, sembrano quisquilie”.

“Ma non possiamo dimenticare le spaccature del Pd sugli F35 e sulla legge elettorale. E neppure si può trascurare il fatto che le loro assemblee nazionali si sono chiuse per mancanza di numero legale”.

“Il Pdl? Ritengo che la spaccatura del gruppo sia un evento molto improbabile. Mentre è certo che la discussione interna debba continuare. Ma non come dice Fitto, che chiede il Congresso: questo non è il momento per dividerci. Piuttosto sì ad un dibattito politico e culturale sulle regole e sulla rappresentanza”.

La prospettiva di gruppi nuovi è del tutto fugata? “Attenzione, in politica non esiste nulla di definitivo: ci sono ritorni, resurrezioni, mutamenti per i quali chi ha vinto perde e chi ha perso vince. Anche nel Pd accade: per tanto tempo D’Alema è stato bersaglio di Renzi, poi i due si sono alleati, poi ancora si sono allontanati. Faccio solo una considerazione: per anni in tanti si sono accaniti contro di noi, perché siamo stati sempre un partito dall’unità granitica e venivamo rimproverati per una presunta mancanza di pluralismo. E ora che questo dibattito interno è vivo, ce ne fanno una colpa”, conclude Brunetta.

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