LEGGE DI STABILITA’: BRUNETTA, TESTO DEL GOVERNO INUTILE E DANNOSO. CAMBIARLO ERA INDISPENSABILE
“Era scritta male, inutile, dannosa e metteva le dita negli occhi a tantissime categorie deboli. Era rigorismo stupido. Cambiarla era indispensabile. E grazie al mio partito e al Pd, che condivideva molte perplessità, ci siamo riusciti: sarà altrettanto rigorosa ma più intelligente”. È quanto afferma il relatore della Legge di stabilità in commissione Bilancio della Camera, Renato Brunetta, in un’intervista pubblicata oggi da “Qn”.
“Nelle audizioni alla Camera non abbiamo trovato un solo audito che fosse d’accordo con questa Legge di stabilità: né i datori di lavoro, né i sindacati, né il terzo settore. Nessuno – aggiunge -. Ho detto da tempo: piuttosto che una legge così, meglio nulla. Tantopiù che gli obiettivi di bilancio sono stati raggiunti con le manovre precedenti”.
“Il governo dei tecnici, che ha scritto la legge di stabilità senza consultare nessuno, ha fatto flop e ne ha onestamente e intelligentemente preso atto”, rileva ancora l’ex ministro, che sulla riduzione dell’Irpef precisa: “Fatta così non serviva assolutamente a niente. Era uno specchietto per le allodole, perché i risparmi per le famiglie sarebbero stati mangiati dall’aumento dell’Iva. Meglio nulla. E infatti li abbiamo tolti in cambio di un blocco dell’inaccettabile aumento dell’Iva per i prodotti di largo consumo e dell’eliminazione della retroattività nel taglio delle detrazioni, che era altrettanto inaccettabile”.
Interessante anche il passaggio sui tagli alle deduzioni e alle detrazioni che rimangono del Ddl. “Solo in parte e solo per il futuro. Ad esempio – afferma Brunetta -, cancelleremo i tagli alle deduzioni e alle detrazioni che riguardano la famiglia: quindi i mutui, la salute. E poi cancelleremo le iniquità sulle pensioni di guerra e di invalidità, sull’aumento della tassazione per le cooperative sociali. E con quello che rimarrà dei 4,2 miliardi che verranno dalla rinuncia al taglio delle aliquote Irpef ci concentreremo sul cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo del lavoro e il salario in busta paga”.
Infine, sulle differenze di metodo tra Pdl e Pd sull’intervento sul cuneo fiscale, il coordinatore dei dipartimenti del Popolo della libertà dichiara: “Mentre Baretta propone di diminuire il cuneo per tutto il lavoro dipendente riducendo per tutti i dipendenti gli oneri in busta paga, io propongo di utilizzare queste risorse per la produttività, raddoppiando il fondo già previsto a questo scopo. Preferisco questa opzione – sottolinea l’economista – perché da un lato si incentiverebbero i lavoratori che trainano l’economia, dall’altro perché si userebbero meglio i non tanti fondi a disposizione. Che se fossero diluiti su una platea di 17 milioni di lavoratori – conclude Brunetta -, inciderebbero ben poco”.



renatobrunetta_ufficiale