L.STABILITA’: BRUNETTA, RENZI COMPRA CONSENSO CON DEFICIT, CON LUI TASSE AUMENTANO

“La manovra – considerata come un’automobile, modello base da 27-28 miliardi o ‘accessoriata’ da 30-31 facendo balenare che potrebbero arrivare risorse ulteriori dall’Ue – è composta da misure tutte in deficit. Il taglio delle spese è limitatissimo, massimo 5-6 miliardi, ed è incerto o una tantum”.

Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un’intervista al “Corriere della Sera”.

“E sulla Spending review di Cottarelli, che era di 10 miliardi, non c’è quasi nulla. D’altronde, lo abbiamo già visto. È lo stesso meccanismo adottato per gli 80 euro: si vuole ‘comprare’ il consenso finanziandolo tutto in deficit o aumentando le tasse per tutti”.

“Infatti, i dati ci dicono che già nel 2014 di Renzi la pressione fiscale è aumentata di tre decimali, è stata una enorme partita di giro che ha portato solo a più tasse, paragonabili a un freno a mano per la crescita. Che infatti in Italia è bassissima rispetto alla media dell’eurozona, nonostante la congiuntura assolutamente favorevole del petrolio meno caro, del calo dell’euro e del quantitative easing, l’acquisto massiccio dei titoli da parte della Bce”.

Oggi è possibile, in Europa, fare una manovra in deficit? “Intanto i sacri testi dicono che non si deve perché fa male all’economia: per abbassare le tasse si devono tagliare le spese per pari entità o vendere asset pubblici. Renzi chiede all’Europa di consentirgli di andare in deficit perché staremmo facendo le riforme…”.

Jobs act, Buona scuola, Senato: sono riforme. “Quelle istituzionali ancora non ci sono, le altre creano deficit, altro che crescita! Nel prossimo biennio molti Paesi andranno al voto, dare l’okay a uno sforamento che dall’1,4 passa all’1,8% e al 2,2%, come vorrebbe Renzi, sarebbe il segnale all’Europa del ‘liberi tutti, indebitatevi e fate pagare le prossime generazioni’. Vedremo se davvero accadrà…”, sottolinea Brunetta.

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