IVA: BRUNETTA A LETTA, AUMENTO DECISO DA GOVERNO MONTI, NON DA BERLUSCONI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:

“Il presidente Letta, a ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata (il quindicesimo esponente del centrosinistra, contro due del Pdl, ad essere invitato, durante questa stagione televisiva, nel salotto dell’ex presidente della Rai), tra le altre cose ricorda come è nato l’aumento dell’Iva, dal prossimo primo luglio, di cui si sta discutendo in queste settimane. Visto le delicatezza dell’argomento, vorremmo ricordare a noi stessi e quindi al presidente Letta come sono andate realmente le cose, per evitare confusione o giudizi ingenerosi.

L’articolo 40 del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011 (governo Berlusconi), disponeva la riduzione del 5% nel 2013 e del 20%, a decorrere dal 2014, dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale (deduzioni e detrazioni) e la non applicazione di tale riduzione ove, entro il 30 settembre 2013, fossero stati adottati provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale tali da determinare effetti positivi ai fini dell’indebitamento netto (cioè riduzioni), non inferiori a 4 miliardi di euro per il 2013 e a 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014.

Con l’articolo 18 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 (governo Monti) il legislatore ha inteso “sterilizzare” le suddette riduzioni delle agevolazioni fiscali, prevedendo al posto di quest’ultime, l’incremento di 2 punti percentuali delle aliquote IVA del 10% e del 21% (che sarebbero quindi passate al 12% ed al 23%) a decorrere dal 1° ottobre 2012.

L’articolo 21 del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 (Spending review) ha posticipato l’incremento delle aliquote IVA del 2%, disposto dal D.L. 201/2011, fissandone la decorrenza al 1° luglio 2013 (in luogo del 1° ottobre 2012). Il comma 1 dell’articolo 12 della Legge di stabilità 2013 ha rideterminato l’aumento dell’IVA previsto dal 1° luglio 2013. Stando a quella disposizione, le attuali aliquote del 10% e del 21% sarebbero dovute aumentare rispettivamente all’11% e al 22% (in luogo dell’aumento al 12% ed al 23%). Successivamente le modifiche parlamentari alla Legge di Stabilità 2013 hanno scongiurato l’aumento dell’aliquota IVA dal 10% all’11%.

Sono le norme introdotte dal governo Monti, dunque, che prevedono l’aumento delle aliquote IVA e non, come superficialmente affermato da tanti, il D.L. 98/2011 del governo Berlusconi, che semplicemente prevedeva una riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale (deduzioni e detrazioni) in caso di non adozione, entro il 30 settembre 2013, di provvedimenti legislativi in materia fiscale e assistenziale”.

I Commenti sono chiusi