IMU: BRUNETTA, ELIMINAZIONE E RESTITUZIONE PER RILANCIARE ECONOMIA

“Il governo nasce dal dato di fatto che non c’è una maggioranza politica alternativa. Ci siamo chiesti spesso se il governo Monti si potesse permettere o meno di contrastare o rifiutare la linea voluta dalla Germania. Sinceramente non si è mai capito quale fosse la verità. Ma l’esecutivo Monti ormai è archiviato”. È quanto scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.

“Se nel governo attuale – continua l’ex ministro – prevale l’opinione che il rilancio della domanda è tanto essenziale quanto porsi il problema del differenziale di competitività, questa convergenza è già una base politica forte per costruire un programma d’azione condiviso e per dare forza alle trattative in Europa”.

“Poi – sottolinea – viene il cosa fare in concreto. Primo, ridurre le tasse. Già, ma quali e in che misura? È importante considerare gli effetti che le varie tasse su cui si può operare possano avere effetti rapidi su singoli settori cruciali per l’occupazione perché più rapidi a reagire e per gli estesi effetti indotti. Naturalmente parliamo delle tasse sugli immobili. La ragione è semplice: gli investimenti in edilizia hanno il più alto coefficiente di attivazione sull’economia. In questo senso, l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa dal 2013 e la restituzione di quella versata nel 2012 farà ripartire la domanda, i consumi, e con essi il settore edilizio, il mercato immobiliare e tutto l’indotto. Quanto, invece, alla riduzione delle tasse sul lavoro, indicata come priorità da molti osservatori, tra cui l’Ocse, la Legge di Stabilità per il 2013 ha già previsto un fondo di 1,2 miliardi per la detassazione dei salari di produttività e ha stanziato un miliardo all’anno per la riduzione dell’Irap”, conclude Brunetta.

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