ELEZIONI: BRUNETTA, PD IN PREDA A CRISI DI NERVI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Leggiamo con sgomento il fact-checking del PD sulla pressione fiscale, evidentemente in preda ad una crisi di nervi.

Ricordiamo, infatti, che il governo Berlusconi ha iniziato il proprio mandato nel 2008 con la pressione fiscale al 42,6% e lo ha forzosamente terminato nel 2011 con la pressione fiscale al 42,5%: in 3 anni e mezzo sostanzialmente invariata. Mentre è stato il governo Monti a farla aumentare di oltre 2 punti in 12 mesi (dal 42,5% nel 2011 al 44,7% nel 2012), che diventano quasi 3 se si considera l’eredità che ci ha lasciato per il 2013 (45,3%). I dati sono della Banca d’Italia.

Né vale il ragionamento che fanno alcuni commentatori di parte, come i fact-checker del PD, appunto, secondo cui Berlusconi avrebbe scaricato l’onere fiscale sul governo successivo, perché quella cui si riferiscono era una semplice clausola di salvaguardia contenuta nella delega fiscale, che sarebbe scattata solo qualora questa non fosse stata approvata entro il 30 settembre 2012. Se al governo Berlusconi non è stata data la possibilità di completare il suo lavoro sappiamo di chi sono le responsabilità…e comunque la clausola di salvaguardia non è mai diventata operativa. Mentre il professor Monti ha usato a mambassa la leva fiscale per salvare, a suo dire, l’Italia (Imu, accise e chi più ne ha più ne metta).

Se poi andiamo a ritroso negli altri cicli di governo del centrodestra, vediamo come le medie della pressione fiscale siano sempre state inferiori con i governi Berlusconi (41,8%) rispetto ai governi di centrosinistra (42,6%) e ai governi tecnici (43,6%). Verificare per credere”.

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