DERIVATI: BRUNETTA, RISPOSTA MEF INSULTANTE, SE NON ESISTE FONDO RISCHI E’ INCUBO

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Risposta insultante del ministero dell’Economia e delle finanze oggi in Aula a 30 legittime domande da me poste al ministro Padoan sulla gestione del debito pubblico italiano e dei derivati della Repubblica.

Continua la totale opacità, autoreferenzialità, arroganza del Tesoro, che nasconde incapacità e inadeguatezza. Segno del degrado politico, burocratico, amministrativo di questo paese.

A una sola delle 30 domande è stata fornita risposta. E questa risposta fa tremare le vene e i polsi. Il viceministro Casero ha, infatti, affermato in Aula che non vi è alcuna posta nel bilancio dello Stato che accolga il necessario accantonamento a Fondo rischi sui derivati.

Ma come è possibile? Stiamo parlando di un debito di oltre 2.100 miliardi di euro; di aste annuali oltre 400 miliardi di euro; di aste mensili attorno ai 40-50 miliardi di euro; di servizio del debito (interessi che si pagano sullo stock) pari a più di 80 miliardi di euro l’anno. Stiamo parlando di una montagna di debito che se mal gestita rischia di travolgere il paese, di strangolare il paese. Un incubo.

E il bilancio dello Stato non contempla un Fondo rischi? È vero, certo, come sottolineato dal viceministro Casero, che esso è fondato su criteri finanziari, ma quando la componente economica di un contratto e dei rischi ad esso connessi diventa rilevante, attuale e concreta, come ha giustamente riconosciuto sempre il viceministro, non si può prescindere da una sua esplicitazione in nota integrativa o nel budget previsionale, come avviene per gli Enti locali, secondo quanto previsto dai principi contabili internazionali.

Di tutto quanto sopra è responsabile anzitutto il ministro Padoan; ma è responsabile anche la maggioranza del Parlamento che ha votato la fiducia al governo Renzi e al ministro Padoan; e siamo responsabili tutti noi che apparteniamo alle istituzioni democratiche.

Per questo motivo la prossima settimana, in occasione del Question time, chiederò conto al ministro dell’Economia e delle finanze, con la stessa determinatezza e lo stesso rigore di oggi, dello stato di implementazione della Total disclosure sui derivati. E la prossima settimana rifarò le trenta domande. In ogni caso, invierò alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica i quesiti cui oggi non è stata data alcuna risposta”.

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