DEBITI PA: BRUNETTA, BENE SACCOMANNI, MA SIA PIU’ ATTORE CHE OSSERVATORE

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:

“Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, parlando con la stampa a Mosca durante il G20, ha annunciato che a partire da lunedì darà conto ogni quindici giorni dell’avanzamento nei pagamenti dei debiti scaduti della pubblica amministrazione.

È un impegno importante e significativo e rappresenta la prima risposta a quanto da giorni chiedo al governo: accelerare il più possibile con il progetto pagamenti, dar conto dell’implementazione del decreto diventato legge, anticipare al 2013 le risorse stanziate nel 2014, 50 miliardi di euro, consentendo in questa maniera una sorta di shock positivo per l’economia italiana

La pubblicazione dei dati e la massima trasparenza su tutte le tappe sono una spinta in avanti essenziale. L’annunciato report sui risultati, in termini di risorse messe a disposizione, di effettivo utilizzo dei fondi, di rispetto del principio di priorità ai fornitori che attendono da più tempo è un tassello importantissimo. Ma non basta.

Bene Saccomanni, prosegua sulla strada che ha appena intrapreso, ma aspettiamo conferme anche agli altri impegni presi in sede di risposta alle nostre interpellanze e in occasione dei lavori della cabina di regia tra governo e maggioranza.

Le amministrazioni centrali e locali, infatti, per poter saldare i propri debiti, oltre a ricevere le necessarie risorse, devono seguire una procedura di certificazione del credito e di comunicazione alle imprese particolarmente complessa. Ci attendiamo che il ministero metta a disposizione regole operative stabili, realizzi soluzioni tecnologiche efficienti per la certificazione del credito, stimoli tutte le amministrazioni a pubblicare gli elenchi con i termini di pagamento e sanzioni le amministrazioni inadempienti. Solo così diventerà credibile l’anticipo al 2013 delle risorse del 2014.

Vediamo il rischio che le risorse non siano integralmente utilizzate per i debiti scaduti, che le amministrazioni incontrino inutili difficoltà nel certificare il credito soprattutto delle piccole imprese, che il ritardo nelle comunicazioni e nella pubblicazione degli elenchi non sia punito come la legge prevede (100 euro per ogni giorno di ritardo nella certificazione del credito). Vigilare e dar conto serve moltissimo ma non basta. Mi aspetto un’azione forte del ministro anche come motore di spinta del sistema pubblico e non solo come osservatore distaccato”.

I Commenti sono chiusi