DDL STABILITA’: BRUNETTA, PROPOSTA GOVERNO ERA PRESA IN GIRO, ECCO PERCHE’ E’ CAMBIATA
“Questa legge di stabilità ha un valore qualitativo. E per questo la proposta del governo ha avuto poco successo. Diciamocelo: era una presa in giro, con una spruzzatina di Irpef in meno, giusto 10 o 12 euro mensili per ogni contribuente. In cambio, però, si riducevano retroattivamente le detrazioni, e si prevedeva un inaccettabile aumento dell’Iva, per non parlare delle ‘dita negli occhi’ rappresentate dagli interventi sulle invalidità di guerra o sulle cooperative sociali, che offendevano le coscienze e non garantivano un gettito rilevante. Insomma, la proposta di Monti e Grilli seminava scontento e non rilanciava la crescita. E infatti noi relatori abbiamo avuto gioco facile a bocciarla”. È quanto afferma il relatore della Legge di stabilità in Commissione Bilancio alla Camera, Renato Brunetta, in un’intervista al “Secolo XIX”.
L’economista poi spiega: “Gli obiettivi di consolidamento fiscale, pareggio di bilancio e risanamento, in realtà, erano già stati raggiunti. La legge di stabilità, dunque, ai fini del posizionamento del nostro bilancio, è ininfluente. È solamente la chiusura di un percorso iniziato con il Documento di economia e finanza di primavera, aggiornato con la nota di variazione e chiuso, appunto, dalla legge di stabilità”.
Nell’intervista al coordinatore dei dipartimenti del Popolo della Libertà si legge ancora: “Il governo dovrà trattare con noi che siano la sua maggioranza. Lo so che non lo ha mai fatto prima, ma i governi esistono in virtù delle maggioranze che li sostengono”. “Io sto costruendo una maggioranza coesa che fa proposte unitarie. E Monti dovrà farci i conti. È la prima volta che succede e non è un caso che sia di mezzo io. La maggioranza ha alzato la testa e ha guardato il governo negli occhi, costringendolo ad abbassare i suoi”.
Infine, sulle richieste del Pdl per modificare la Legge di Stabilità, Brunetta dice: “No al taglio dell’Irpef, da destinare invece allo sviluppo, senza danneggiare le famiglie, per promuovere lavoro e produttività. Personalmente ho proposto un fondo per la riduzione della pressione fiscale, attivo dal 2013, reperendo le risorse dalle dismissioni e dalla lotta all’evasione. Ecco – conclude -, per noi del Pdl, la priorità è la progressiva eliminazione dell’Imu sulla prima casa. E su questo ci sarà battaglia”.


