CRISI: BRUNETTA, SORPRENDE OTTIMISMO GRILLI, SERVIRA’ MANOVRA CORRETTIVA DI ALMENO 7 MLD

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Al ministro tecnico dell’economia Vittorio Grilli, che in audizione davanti alla Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo ha sostenuto che l’obiettivo del pareggio di bilancio non è calcolato in termini nominali, bensì aggiustato per il ciclo, per cui se ci fosse un peggioramento della congiuntura maggiore rispetto a quello previsto non ci sarebbe necessità di alcuna manovra correttiva, ricordiamo puntualmente che:

1) La minor crescita prevista per il 2013 sarà innanzitutto più alta rispetto a quanto sostenuto dal ministro Grilli. Con ogni probabilità, infatti, a fine 2013 avremo -1 % (come sostenuto da tutti i centri di previsione).

2) Effetti sull’economia reale: se si sommano disoccupazione (in aumento dall’11% al 12%) e CIG (+1 miliardo di ore), arriviamo a un totale di senza lavoro in Italia pari al 22%.

3) Effetti sulla finanza pubblica. Nel 2012 e nel 2013 l’andamento del fabbisogno dello Stato lascia intravvedere un deficit nominale maggiore dello 0,4% rispetto a quello originariamente previsto. A ciò si aggiunge la CIG da rifinanziare (almeno 7-8 miliardi) e le risorse (altri 4 miliardi) da trovare per evitare l’aumento dell’IVA. Con un effetto in termini di aumento del deficit nominale di circa 1 punto di PIL, portandoci pericolosamente vicino al limite del 3%: vincolo di Maastricht. Come reagiranno i mercati in termini di spread?

4) L’unica risorsa a bilancio è data dalla possibile minor spesa per interessi. Ma i margini sono molto limitati, essendo questa già scontata nei tendenziali.

Per tutte le ragioni sopra esposte, l’ottimismo del ministro Grilli appare, purtroppo, mal riposto. Siamo, infatti, ad oggi, su una previsione di manovra correttiva almeno di 7 miliardi (ma probabilmente anche di più). Onestà tecnica, oltre che politica, richiederebbe una corretta comunicazione. Cosa che non è avvenuta in Parlamento europeo da parte del ministro Grilli, né, finora, da parte del senatore a vita, professor Mario Monti, presidente del Consiglio tecnico dimissionario, in carica per gli affari correnti e soprattutto in campagna elettorale”.

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