CRISI: BRUNETTA, LA POLITICA NON PUO’ ESSERE CONDIZIONATA DAL TERRORISMO DELLO SPREAD

“Se condizioniamo la nostra vita politica al terrorismo dello spread, abbiamo già visto quali sono i risultati nel mese di novembre di un anno fa, quando abbiamo fatto cadere un governo sotto il ricatto dei livelli alti di spread, mentre in realtà erano il frutto di un attacco della speculazione al debito sovrano italiano”. Lo ha dichiarato il coordinatore dei dipartimenti del Pdl, Renato Brunetta, nel corso della striscia quotidiana “Cos’è questa crisi” di TgCom24.

“Facciamo un esempio. Se tra qualche mese, dopo le elezioni, con il nuovo governo, magari a conduzione Vendola-Bersani, si dovesse verificare un’impennata dello spread, che facciamo: mandiamo a casa Vendola e Bersani?”, aggiunge l’ex ministro.

Brunetta, rispondendo a una domanda sulle ragioni che hanno spinto il Pdl a togliere la fiducia al governo tecnico con lo spread a 292, rafforza la sua tesi: “L’Italia è sull’orlo del baratro dal punto di vista dell’economia. I numeri parlano chiaro: quasi 1 milione di disoccupati in più, il Pil in caduta libera a -2,5%, la produzione industriale a -6%, il potere d’acquisto a picco, l’inflazione in rialzo. Questo sì che è il baratro, altro che quello di novembre 2011! Il partito di maggioranza relativa, ovvero il Pdl – spiega l’esponente del Pdl -, ha deciso responsabilmente che con questa politica economica non si poteva andare più avanti. Basta girare per le strade per renderci conto che i negozi e le imprese chiudono, che i disoccupati sono sempre di più e che i cassaintegrati che sono aumentati in un anno di quasi il 30%. Non si poteva più andare avanti in questo modo”.

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