IUS SOLI: BRUNETTA, CATTIVA RIFORMA IN UN MOMENTO SBAGLIATO
“Lo ius soli è una cattiva riforma in un momento sbagliato. Non abbiamo bisogno di dare segnali di attrazione nel nostro Paese, visto che è già stato invaso, negli ultimi anni, da 600mila disperati che il buonismo dei governi Renzi-Gentiloni hanno fatto arrivare in Italia. Rispetto ad una base giuridica che già prevede accoglienza, cittadinanza, diritti per chi viene nel nostro Paese a lavorare, a studiare, ad avere un progetto di vita non si vede alcun bisogno di una riforma come lo ius soli. Siccome poi la democrazia si fa con i numeri e con i voti, non avendo i voti, che cosa vuole fare la sinistra? Violentare ancora una volta l’Italia dopo che lo ha già fatto per cinque anni e mezzo non decidendo nulla? Il tutto sulla base di un buonismo che ha finito col produrre razzismo”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
UE: BRUNETTA, NO A MINISTRO DELLE FINANZE EUROPEO, JUNCKER NON CREDIBILE
“No al ministro delle Finanze europeo, se questo volesse dire egemonia della Germania, commissariamento da parte della Germania di tutti gli altri Paesi Ue. Diciamo no”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Juncker non è credibile, Juncker è stato un pessimo presidente della Commissione, il suo piano per gli investimenti è miseramente fallito, non ha alcuna credibilità per proporre alcunché. La nostra idea di Europa è un’idea di Europa della crescita, dello sviluppo, degli investimenti, ma non attraverso l’egemonia della Germania. Questo sia ben chiaro. Read more…
BRUNETTA: CON CAV DISOCCUPAZIONE ALL’8,7%, CON SINISTRA SOLO RECORD NEGATIVI
“Gli ultimi dati sull’andamento del mercato del lavoro pubblicati dall’Istat non rispecchiano, purtroppo, lo stato occupazionale dei lavoratori oggi in Italia. Ci sono, infatti, altri numeri ai quali bisogna guardare per capire come il mercato del lavoro sia ancora crisi nera”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Tra questi, un recente studio della CGIA di Mestre mostra come, nonostante l’aumento del numero di occupati, quello delle ore lavorate sia sceso di -1,1 miliardi (-5%) dal 2008. Non stupisce, quindi, che i dipendenti a tempo pieno si siano ridotti dall’86% del 2008 all’81% del 2016, mentre i lavoratori part-time, nello stesso periodo di tempo, sono saliti dal 14% al 19%. In sintesi, ogni occupato ha lavorato, in media, meno di prima.
Riprova di ciò è il crollo della produttività del fattore lavoro, scesa del -3,1% nel settore dei servizi e di ben il -7,1% in quello delle costruzioni. La riduzione delle ore lavorate, poi, ha provocato una drammatica contrazione della retribuzione media per occupato, che è diminuita del -3,4%, al netto dell’inflazione. I lavoratori italiani, quindi, sono mediamente più poveri di prima. La contrazione delle retribuzioni ha provocato, come ovvio, una riduzione dei consumi delle famiglie, che si è riflessa negativamente sul Pil. Infine, bisogna considerare che l’Istat ha certificato che ormai il lavoro è solo precario, dal momento che in oltre otto casi su dieci un contratto è a termine. Read more…
BCE: BRUNETTA, BONUS 80 EURO? ESULTARE PER UN FALLIMENTO E’ DA SPROVVEDUTI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Altro che successo. Chi oggi, per decantare le lodi del bonus 80 euro del fu governo Renzi, si serve dello studio pubblicato nel primo pomeriggio da tre ricercatori della Banca centrale europea, non è andato oltre pagina 3 su 49.
Da una lettura attenta, infatti, sarebbero emerse ben altre valutazioni: innanzitutto lo studio dice che dei 10 miliardi spesi dal governo per finanziare il bonus solo 3,5 miliardi sono finiti in consumi, quindi producendo effetti limitati sul Pil. Ma soprattutto, lo studio tralascia gli effetti di equilibrio generale.
Nulla dice, cioè, del modo con cui quel bonus è stato finanziato. Vale a dire in deficit, quindi debito che, come sappiamo, non solo in Italia è il secondo più alto dell’area euro, ma soprattutto ci costa caro in termini di interessi. Di tutto avevamo bisogno, tranne che di farlo crescere ancora per pagare le mance elettorali dell’ex presidente del Consiglio. Read more…
CENTRODESTRA: BRUNETTA, PARTITO CHE PRENDERA’ PIU’ VOTI ESPRIMERA’ PREMIER
“Per quanto riguarda il centrodestra abbiamo sempre detto che sarà leader il capo del partito che prenderà più voti, come è sempre stato. Dopodiché la pari dignità è sempre stata assicurata da Berlusconi anche quando noi eravamo 4-5 volte la Lega Nord”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“La pari dignità era talmente assicurata che alla Lega sono state date la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, quando il rapporto tra Fi e Lega era 4-5 a 1, perché questo è lo stile di Berlusconi.
Sarà così anche nel futuro: chi prenderà più voti avrà l’onere di indicare il premier, ma la pari dignità è da sempre assicurata, in ogni caso, nel centrodestra”.
SICILIA: BRUNETTA, RENZI METTE LE MANI AVANTI, CENTRODESTRA IN NETTO VANTAGGIO
“La Sicilia è una regione importantissima, è una regione con un proprio statuto, con un proprio sistema elettorale, di grandi dimensioni.
Mi pare che Renzi metta le mani avanti rispetto ad una possibile sconfitta, come già dicono tutti i sondaggi, che vedono in testa il centrodestra in vantaggio, in netto vantaggio sul Movimento 5 Stelle e vedono Micari, il candidato del Pd e di Alfano, buon terzo se non quarto. Aspettiamo i risultati, devo dire che le dichiarazioni di Renzi lasciano il tempo che trovano.
La Sicilia vale la Sicilia ovviamente, se si vincesse in Sicilia come centrodestra unito sarebbe la strada spianata per le prossime elezioni politiche”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in sala stampa a Montecitorio, a chi gli chiedeva di commentare le parole del segretario del Pd che ha dichiarato che “il voto per le regionali in Sicilia non è uno stress test e non è un test per le elezioni nazionali”.
L.ELETTORALE: BRUNETTA, PD FACCIA CHIAREZZA, VUOLE O NON VUOLE FARE NUOVA LEGGE?
“Il Partito democratico faccia chiarezza: vuole o non vuole fare la legge elettorale a partire da domani qui alla Camera? A luglio si è rimandato; a settembre, alla ripresa, si è rimandato di una settimana. Ora questa è la settimana cruciale per approvare il testo base in Commissione, per poi arrivare, entro il mese di settembre, in Aula a Montecitorio.
Noi abbiamo detto di ripartire da dove si era lasciato, ossia dal ‘modello tedesco’, e di verificare tutte le sue possibili varianti. Che il Pd dica qualcosa. Se vuole andare avanti ed arrivare in Aula, oppure se getta la palla in tribuna, come temiamo”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. Read more…


