CENTRODESTRA: BRUNETTA, SI PUO’ ARRIVARE AL 40%, LEADERSHIP E’ DI BERLUSCONI
“Il Macron che cerca Berlusconi si chiama Berlusconi. Se c’è un leader che è stato un catalizzatore del centrodestra e ha predicato il moderatismo, quello è lui. Il populismo, poi, è figlio dell’asse Merkel-Sarkozy, dell’austerità e dell’egoismo tedesco. E proprio il presidente è stato il primo a contestare quell’asse, in politica estera o nel rigore che hanno imposto agli alleati, tanto che da esso è stato fatto fuori. Lui è da sempre un europeista, ma non dell’Europa a trazione tedesca. Come Macron. Allo stesso modo le critiche alle Ue di Salvini sono state salutari”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Mattino”.
Peccato che il Cavaliere non si possa candidare. “La leadership non può essere che la sua. E sulla sua candidabilità, poi, resto ottimista e non pongo limiti alla provvidenza. Se ci sarà una coalizione, a Palazzo Chigi andrà chi ha preso più voti. Perché è quello che è sempre successo. Perché Forza Italia ha sempre preso più voti degli alleati”.
C`è spazio per Alfano? “Lo abbiamo detto sempre: in una logica inclusiva c’è spazio per tutti, tranne che per i traditori che hanno appoggiato Renzi. Anche perché con i Fitto, i Quagliariello, i Mario Mauro, gli Storace e Alemanno, la Democrazia cristiana di Rotondi, i socialisti di Caldoro, i repubblicani di Nucara e i liberali di De Luca e le tante personalità del civismo territoriale oscilliamo tra il 32 e il 35 per cento. E con il voto utile si può arrivare anche al fatidico 40 per cento”.


