BRUNETTA: SUI RIFIUTI A ROMA DA ORLANDO LA PRIMA PAROLA CHIARA, ORA IL RESTO

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Parlando oggi alla Camera dei deputati dell’emergenza dei rifiuti a Roma il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha confermato che è definitivamente chiusa la stagione del prefetto Goffredo Sottile e del silenzio, colpevole e strumentale, del sindaco Ignazio Marino e del governatore Nicola Zingaretti.

Dopo che il Commissario, nonostante i poteri straordinari concessi anche da Orlando, lo scorso 7 gennaio ha terminato il suo lavoro con un nulla di fatto, oggi si parla di un possibile Commissario facilitatore, senza responsabilità decisionali, semplice attuatore di decisioni altrui. La popolazione del quadrante sud di Roma ringrazia il ministro perché, dopo mesi d’inutile confusione, dice finalmente un ‘no’ chiaro e definitivo alla discarica per rifiuti urbani al Divino Amore.

Dopo la fine dell’era di Malagrotta e il ‘no’ definitivo a Falcognana si apre una pagina nuova. Ma non basta chiudere con il passato. Marino e Zingaretti, evidentemente, non sono in grado di affrontare da soli l’emergenza e il ministro certifica in Aula lo stato di confusione e di pressapochismo delle amministrazioni locali.

Non si conoscono i numeri dell’emergenza rifiuti, lo stato della raccolta differenziata, le risorse e i tempi necessari per l’uscita dallo stallo di questi mesi. In una parola, manca un progetto che contenga, se non la soluzione, almeno un percorso per fronteggiare l’emergenza rifiuti di Roma. È sul progetto, come ripeto da mesi, che la città e le sue istituzioni devono confrontarsi, non su soluzioni approssimative che durano lo spazio di un annuncio.

Ricordo al ministro Orlando che esiste una sola strada e invito lui e presidente del Consiglio, Enrico Letta, a proseguirla con serietà e serenità. È la via della trasparenza, della legalità, delle parole chiare dette alla popolazione, della gestione efficiente delle società e delle risorse pubbliche.

La vicenda Cerroni, di là delle responsabilità che spetta alla magistratura accertare, ci insegna che non funziona più la strategia dell’emergenza, dell’incompetenza della macchina amministrativa, dei blitz di Ferragosto, dell’uomo solo al comando.

Roma ha bisogno di uscire, una volta per tutte, dal ricatto della spazzatura abbandonata nelle strade, dei cassonetti stracolmi, della gestione allegra dei soldi pubblici. Le condizioni politiche e amministrative ci sono, serve anche un po’ di coraggio”.

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