BRUNETTA: LA NUOVA LEGGE ELETTORALE AIUTERA L’ITALIA A BATTERE CRISI
“Ma che c’entrano la riforma della legge elettorale e le parallele riforme costituzionali con l’attuale crisi economica? Riforme costituzionali e uscita dalla crisi sono due facce della stessa medaglia”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“La competizione globale – sottolinea l’ex ministro – richiede sistemi di governance forti, tanto a livello europeo quanto, per quel che ci riguarda, a livello italiano. In particolare, l’Italia ha bisogno di una riforma elettorale che rafforzi la stabilità dei governi. La teoria economica, a tal proposito, è incontrovertibile. Partendo dalla considerazione che i sistemi elettorali influenzano la politica economica, e in modo particolare quella fiscale, si arriva a sostenere che i sistemi elettorali proporzionali (nelle loro infinite varianti) rendono più facile l’aumento del numero dei partiti, l’alta frammentazione politica, e per questo finiscono inevitabilmente per potenziare conflitti intragovernativi, che inducono ad una maggiore (e inefficiente) spesa pubblica e, quindi, deficit, debito e alta pressione fiscale, che nella competizione globale, abbiamo visto non ci possiamo permettere”.
“Di contro, i sistemi maggioritari, meglio ancora se bipolari, sono sostenuti da elettori che non possono facilmente discriminare tra differenti opzioni politiche all’interno dei governi, o tra le specificità, anche ideologiche, dei partiti all’interno di vaste coalizioni; quindi, l’unico conflitto che può nascere è quello con l’opposizione, con il risultato, di un più forte controllo sulla spesa pubblica (e, quindi, sul deficit, sul debito, sulla pressione fiscale). Il partito al governo che aumenta deficit, debito e pressione fiscale, rallentando così la crescita e il benessere, inevitabilmente alle elezioni viene sanzionato dagli elettori”.
“Da questo deriva che i governi eletti in democrazie con sistemi maggioritari/bipolari tendono a tagliare le tasse, ma anche la spesa pubblica, in modo particolare durante gli anni elettorali. Mentre nelle democrazie con rappresentanza proporzionale l’evidenza empirica registra tagli alle tasse meno pronunciati e non registra tagli alla spesa pubblica. Questo perché il nesso tra il potere di controllo degli elettori e la rappresentanza politica è molto più diretto nei sistemi bipolari rispetto a quelli proporzionali”.
“Rafforzando la propria governance interna, quindi, e presentandosi come interlocutore credibile e forte al cospetto europeo, l’Italia può dare un contributo determinante al rafforzamento della governance dell’intera Unione, consentendo così anche alla vecchia Europa, che tanto ha deluso negli anni della crisi economica e finanziaria, di riconquistare il suo ruolo da protagonista nella competizione con le altre potenze mondiali, tanto occidentali quanto emergenti”, conclude Brunetta.


