AGENDA DIGITALE: BRUNETTA, SULLO STATUTO UN SILENZIO IMBARAZZANTE E VERGONOSO

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Il silenzio sull’agenda digitale nasconde l’ennesima scelta vergognosa del governo uscente. Da diversi giorni nei corridoi tristi dei ministeri cresce un chiacchiericcio imbarazzato sull’approvazione dello statuto dell’Agenzia per l’Italia digitale. Non si sa, tuttavia, se il decreto è stato firmato o meno dal presidente Monti, dal ministro Grilli e dai tre ministri vigilanti, a Palazzo Chigi le bocche sono cucite e i comunicati stampa non ne fanno cenno.

Allora è vero che dietro la fumosa operazione dell’Agenda digitale si nasconde un progetto dai contorni opachi. Proprio mentre i ministri Passera e Barca annunciano la prossima pubblicazione di bandi per 900 milioni di euro per l’internet veloce i burocrati non sanno dire nulla sulle regole che guideranno la neonata Agenzia e sull’opportunità di far uscire un decreto a pochi giorni dalle elezioni. Abbiamo aspettato oltre otto mesi per vederne l’avvio e oggi in poche ore dovremo subire l’ennesima beffa, con uno statuto che permette solo di assumere nuovi dirigenti in dispetto di tutte le norme sulla riduzione degli organici e della spesa e sulla trasparenza e di dare al nuovo direttore un potere sproporzionato e fuori da qualsiasi controllo.

Il sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà e il ministro Filippo Patroni Griffi sono consiglieri di Stato e, soprattutto, sopraffini giuristi, come lo sono i capi di gabinetto del ministro dello sviluppo economico e della funzione pubblica, Mario Torsello e Roberto Garofoli. Il ministro Profumo, che ha la delega all’innovazione e alla digitalizzazione, ha il supporto di un dirigente pubblico di lungo corso come Luigi Fiorentino. Sono certo che non cederanno di un passo sul rispetto delle norme vigenti e non si faranno complici di una ennesima vergogna. Per questo esigiamo da Monti e da Grilli una risposta precisa e la pubblicazione, subito e per intero, di qualsiasi documento sia stato firmato”.

I Commenti sono chiusi