CONTI PUBBLICI: BRUNETTA, PER L.BILANCIO LISTA SPESA CHILOMETRICA, MANCANO RISORSE

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“La lista della spesa da inserire nell’ormai imminente Legge di Bilancio per il 2018 si allunga ora dopo ora. E’ notizia di oggi che, dopo le annunciate misure sulla decontribuzione per i nuovi assunti, gli incentivi alle imprese, il superammortamento per i macchinari, le misure di contrasto alla povertà, il rinnovo del contratto degli statali e il finanziamento delle spese indifferibili, il Governo di Paolo Gentiloni starebbe pensando di inserire nella prossima Finanziaria anche il taglio permanente del cuneo fiscale, l’assegno di ricollocamento per i lavoratori di aziende in crisi, il rifinanziamento del programma Garanzia Giovani, il rafforzamento del personale dei centri per l’impiego e il programma del reddito di inclusione, lo sconto contributivo per le lavoratrici madri, gli incentivi per Rita e Tfr e il credito d’imposta al 50% per le imprese che investono su formazione e lavoro.

La lista è chilometrica e la domanda è sempre quella: con quali soldi verrà finanziata? Dal Ministero dell’Economia nessuna risposta. Forse perché, prima di trovare gli oltre 40 miliardi di euro necessari per attuare tutte le promesse che il Governo ha fatto per non scontentare nessuno in vista delle prossime elezioni, il Tesoro deve risolvere problemi più urgenti, che sono quelli di dover trovare alla svelta un miliardo di euro per i tagli ai ministeri, previsti dalla manovra correttiva d’Aprile e un altro miliardo di euro dall’operazione di rientro dei capitali nota come “voluntary disclosure bis”.

Per il primo, i decreti dei ministeri che avrebbero dovuto elencare i tagli da compiere non sono ancora stati emanati e, anche se lo fossero, sarebbe ormai troppo tardi per entrare a regime entro la fine dell’anno. Il che vuol dire che i mancati tagli si trasformeranno in un buco che dovrà essere coperto nella prossima Legge di Bilancio.

Per il secondo, la voluntary disclosure si è rivelata un flop clamoroso, tanto che il Governo ha deciso, all’ultimo giorno utile, di prorogarne la scadenza. Non perché spera di ricavarne un maggior gettito, ma semplicemente perché se non avesse fatto questa operazione di maquillage contabile avrebbe dovuto certificare un altro miliardo di ammanco. Così facendo ha spostato il buco al prossimo anno.

Ci chiediamo come un Governo che non riesce a trovare i due miliardi previsti dalla scorsa manovrina di Aprile possa trovarne 40 per la prossima legge di bilancio. Attendiamo Ottobre per vedere quale scusa il premier Gentiloni e il ministro dell’economia Padoan porteranno per ammettere che la lista di mance promesse rimarrà solo sulla carta”.

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