RAI: BRUNETTA, IRRAGIONEVOLE DIFENDERE MAXI-CACHET, CDA SI FERMI
“In Commissione Vigilanza Rai molte chiacchiere e pochi fatti. Il viceministro dell’Economia Morando ha tentato invano di dare una spiegazione all’assurda posizione presa dal governo stesso, con il ridicolo parere dell’Avvocatura dello Stato, e dai vertici Rai in merito alla mancata applicazione del limite retributivo ai contratti di natura artistica.
L’impalcatura su cui si poggia l’interpretazione del Mef che distingue il servizio pubblico universale dai servizi di valore aggiunto fa acqua da tutte le parti. Continuare a ribadire che i programmi si ‘pagano da soli’ è un obbrobrio dal punto di vista logico-economico poiché con le risorse pubblicitarie si deve garantire il funzionamento dell’intero servizio pubblico”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“È irragionevole difendere i maxi-cachet sulla base di una norma giuridica (articolo 3, comma 44 della legge finanziaria del 2007) risalente a dieci anni fa tacitamente abrogata da ulteriori provvedimenti intervenuti sulla stessa materia (legge n. 69 del 2009, decreto-legge n. 201 del 2011, decreto ministeriale n. 166 del 2013 e legge n. 198 del 2016) che non hanno previsto alcuna eccezione circa l’applicabilità del tetto ai compensi delle star.
In assenza di una norma giuridica valida si concludono contratti con cifre esorbitanti. Tutta la vicenda sulla mancata applicazione del limite retributivo ai contratti di natura artistica, a partire dall’incomprensibile delibera sul ‘Piano organico dei criteri e parametri per l’individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica’, venuta alla luce solo dopo la sua prima applicazione con il contratto stellare di Fabio Fazio, assume dei caratteri sempre più ridicoli.
E’ giunta l’ora che il Cda Rai si fermi di fronte a questa deriva che desta nell’opinione pubblica una reazione spaventosa in un momento di crisi per il nostro Paese. Continuare ad assistere a remunerazioni stellari, alle modalità con cui le stesse vengono elargite, alla fumoseria delle basi giuridiche sulle quali si poggiano è inaccettabile”.


