GOVERNO: BRUNETTA, IN 2 ANNI RENZI PRESSIONE FISCALE AUMENTA DI QUASI UN PUNTO PIL

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Stando alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, i governi di centrodestra hanno aumentato le tasse e i governi di centrosinistra le hanno abbassate. Falso che più falso non si può.

Tanto per cominciare guardiamo al governo Renzi, utilizzando i numeri contenuti nei documenti ufficiali, vale a dire, ultima, la Nota di aggiornamento del Def. Stando a quei dati, scritti dallo stesso esecutivo, nel triennio 2015-2017 la pressione fiscale in Italia aumenta. Dopo essere aumentata, anche, di tre decimali (dal 43,4% al 43,7%), dal 2014 al 2015, nell’anno degli 80 euro.

A pagina 32 della Nota, infatti, la pressione fiscale a legislazione vigente, vale a dire stando alle norme che sono già Legge e non ai sogni del premier, crescerà dal 43,7% del 2015 al 44,2% del 2016 e, ancora, dal 44,2% del 2016 al 44,3% del 2017. Complessivamente, dal 2014, cioè da quando Renzi è a palazzo Chigi, al 2017 la pressione fiscale nel nostro paese aumenta di quasi un punto di Pil (dal 43,4% del 2014 al 44,3% del 2017). Altro che “abbassiamo le tasse”.

Facendo qualche passo indietro e andando a guardare anche gli altri governi di centrosinistra e di centrodestra, poi, emerge che il livello medio della pressione fiscale tra il 1996 e il 2001 (governi di centrosinistra) si è attestato al 43%. Nel 2001 il governo Berlusconi è partito da un livello di pressione fiscale pari al 42,4% e ha concluso il suo mandato nel 2006 al 41,7% (media periodo: 41%. Riduzione pressione fiscale di 0,7 punti). Tra il 2006 e il 2008 la pressione fiscale del governo Prodi ha registrato un valore medio del 42,3% e nel periodo 2008-2011 la pressione fiscale con il governo Berlusconi si è attestata su un valore medio del 42,6%. Qui hanno influito variabili esogene internazionali, tra cui la crisi finanziaria e il fallimento di Lehman Brothers.

La pressione fiscale in Italia, infine, ha assunto un andamento assolutamente fuori controllo con il governo Monti: +1,9% in un solo anno, dal 2011 al 2012, quando raggiunge il 43,5%. Per poi stabilizzarsi con il governo Letta sul 43,4%, ma aumentare ancora, come abbiamo detto, con Renzi. Che numeri aveva davanti, il presidente del Consiglio, ieri, quando ha fatto quell’uscita ridicola in assemblea del Pd? Continua a fare ogni giorno troppe gaffe”.

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