BCE: BRUNETTA, PADOAN SMETTILA DI DIRE BUGIE, TORNA A ESSERE BRAVO PROF CHE ERI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Non riusciamo davvero a spiegarci la reazione stizzita del ministro Padoan all’analisi sui conti pubblici italiani contenuta nell’ultimo Economic Bulletin della Banca centrale europea, pubblicato ieri. Non riusciamo davvero a capire come si possa pretendere di negare l’evidenza per cui il nostro Paese non rispetta i parametri europei in tema di finanza pubblica. La Bce, infatti, non fa altro che richiamare le più recenti valutazioni ufficiali della Commissione europea e dell’Eurogruppo.
La non apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia è stata solo una scelta politica, che la Bce giustamente contesta, in quanto c’erano tutti i presupposti perché le istituzioni europee si comportassero diversamente. Come fa, quindi, il ministro Padoan, a sostenere il buono stato dei conti pubblici italiani, se l’8 dicembre 2014 l’Eurogruppo, in accordo con quanto sostenuto dalla Commissione nel precedente documento del 28 novembre, segnalava il rischio che i conti pubblici italiani non rispettassero i vincoli europei del Patto di stabilità e crescita?
Come fa, il ministro Padoan, a sostenere il buono stato dei conti pubblici italiani, se l’Eurogruppo, sempre nel documento dell’8 dicembre, pur riconoscendo le circostanze eccezionali date dalla recessione economica e dalla bassa inflazione, segnalava, per l’ennesima volta, e quasi infastidito dal perdurare della situazione, il livello esageratamente alto del debito pubblico italiano, definendolo: ‘a matter of concern’?
E come fa, ancora, il ministro Padoan, a sostenere il buono stato dei conti pubblici italiani, se, sempre l’8 dicembre, l’Eurogruppo richiamava l’Italia, facendo notare che l’aggiustamento in termini di deficit strutturale del nostro paese nel 2015 sarà dello 0,1% del Pil, mentre i Trattati europei richiedono lo 0,5% (motivo per cui si chiedevano le ‘effective measures’ richiamate dallo stesso Mef nella nota di ieri)?
Come fa, il ministro Padoan, a sostenere il buono stato dei conti pubblici italiani, se la decisione della Commissione europea del 25 febbraio 2015, con cui, pur non avviando alcuna procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, ribadiamo, non perché non ve ne fossero le condizioni, ma per pura scelta politica, allo stesso tempo ribadiva che gli sforzi dell’Italia per ridurre il debito pubblico non sono sufficienti, e che il nostro paese ‘presenta squilibri macroeconomici eccessivi che richiedono un’azione politica risoluta e un monitoraggio specifico’?
Come fa, infine, il ministro Padoan, a sostenere il buono stato dei conti pubblici italiani, se ancora la decisione della Commissione europea del 25 febbraio 2015, si spingeva a sottolineare ‘i rischi derivanti dal livello molto elevato del debito pubblico e dalla scarsa competitività’, per poi concludere: ‘È di particolare importanza intervenire per ridurre il rischio di ripercussioni negative sull’economia italiana e, considerate le sue dimensioni, sull’Unione economica e monetaria’? Definendo, di fatto, l’Italia quale il malato d’Europa. Pier Carlo, smettila di raccontare bugie, e torna a essere il bravo professore che eri”.


