PROCESSO RATING: BRUNETTA, RENZI-PADOAN SPIEGHINO PERCHE’ GOVERNO-MEF NO PARTE CIVILE
“I 2,5 miliardi sono la punta dell’iceberg. Calcolando i costi dello spread e l’impoverimento delle famiglie parliamo di danni di centinaia di miliardi. E di fronte a tutto ciò, Governo e Tesoro non ritengono di costituirsi parte civile? Presenterò un’interpellanza urgente a Renzi e Padoan, devono spiegare perché non l’hanno fatto”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, in un’intervista a “Qn”, commenta le ultime notizie emerse dal processo sulle agenzie di rating che si sta svolgendo a Trani.
Potrebbero esserci stati altri pagamenti? “Assolutamente sì. Noi conosciamo solo quello di Monti. Pare che, dopo quei primi 2,5 miliardi a Morgan Stanley per la clausola vessatoria, anche tutti gli altri derivati in essere siano stati ricontrattati in peggio. Un danno enorme per l’erario italiano”.
Quel pagamento venne inserito in un decreto, ironia della sorte, chiamato ‘Salva Italia’. Nessuno se ne accorse? “È il segno dei tempi. Ma bisogna anche vedere dov’era scritto, possono esserci commi molto criptici. In un decreto che doveva salvare l’Italia si mise una tassa per pagare, se dimostrata, un’estorsione”.
Lo spread è tornato sotto quota cento, ma l’economia sta peggio di quattro anni fa. “È la dimostrazione dell’imbroglio. E del fatto che lo spread non è in funzione dei fondamentali dell’economia reale, ma di come le banche centrali gestiscono le ondate speculative. La Fed ha domato la speculazione dall’inizio, la Bce ha tergiversato bloccata anche dalla Germania”.
Che cosa si aspetta da Trani? “Sono un’inguaribile democratico e ottimista. Penso che sarà fatta giustizia, la verità verrà a galla. Combatto da quattro anni. Come disse Gandhi: ti ignorano, ti deridono, ti combattono e poi vinci”.
Il meccanismo delle agenzie di rating si può cambiare? “La Cina si è già fatta una sua compagnia di rating, l’Europa non può che fare lo stesso”, conclude Brunetta.


