CRISI: BRUNETTA, TRICHET CONTRADDITTORIO SU FATTI ESTATE-AUTUNNO 2011
“Le dichiarazioni rilasciate due giorni fa dall’ex presidente della Banca centrale europea Jean Claude Trichet, più che fare chiarezza su quanto accaduto nell’estate-autunno del 2011, appaiono contraddittorie”. Lo scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera al direttore pubblicata dal “Corriere della Sera”.
“Prima afferma che la lettera della Bce al governo italiano del 5 agosto 2011 fu necessaria perché ‘gli investitori non avevano fiducia’ nel nostro Paese, attribuendo implicitamente tale scenario all’esecutivo Berlusconi. Poi sostiene: ‘L’Eurozona e la sua integrità sono state messe in dubbio da osservatori stranieri. È stato supposto che qualche Paese potesse decidere di lasciare l’Eurozona’, riconoscendo così che la speculazione non ha riguardato solo l’Italia, ma l’eurozona tutta; e che quanto avvenuto sui mercati c’entrava poco o niente con l’azione dei singoli governi nazionali”.
“Quanto al ‘fatto che la trasmissione della politica monetaria non funzionava’, ricordiamo a Trichet che se il meccanismo è ancora inceppato, ciò è dovuto all’Europa a trazione tedesca degli anni della crisi, non all’Italia. Una politica di bilancio troppo restrittiva depotenzia infatti l’effetto espansivo di un aumento della liquidità e le impedisce di trasmettersi all’economia reale. La liquidità non si trasforma, dunque, né in credito a imprese e famiglie da parte del sistema bancario, che usa la maggiore quantità di moneta per rafforzare i propri standard di patrimonializzazione intaccati dalla crisi, né in investimenti, né in consumi da parte delle famiglie, che nell’incertezza propendono per il risparmio”.
“Meglio avrebbe fatto Trichet a riconoscere l’impotenza e la confusione in cui nell’agosto 2011 versava la Bce. La nostra banca centrale si è trovata impreparata alle ondate speculative, non essendosi dotata fino a quel momento di strumenti per rispondere ad attacchi dei mercati sui debiti sovrani dei Paesi dell’eurozona. Strumenti di cui la Bce ha continuato a non essere dotata ancora per un anno dopo quella lettera: tanto che il successore di Trichet, Mario Draghi, il 26 luglio 2012 dovette improvvisare una reazione al rischio di break up dell’euro, con il suo ‘Whatever it takes’, per riempire di significato il quale i tecnici Bce dovettero lavorare fino al settembre successivo”.
“Nel luglio 2012, quasi un anno dopo la lettera della Bce, la condizione sui mercati era simile, se non peggiore nei fondamentali, rispetto all’estate 2011. Ma in Italia al governo non c’era più l’’irresponsabile’ Berlusconi, bensì il ‘bravo tecnico’ Monti, filotedesco. Ulteriore dimostrazione dell’indipendenza dei rendimenti dei titoli di Stato dall’azione dei governi nazionali e del fallimento delle politiche della Bce”.
“Se operazione verità deve essere, allora, superiamo i luoghi comuni di tanti protagonisti, e la pigrizia di tanti osservatori, più o meno interessati. Pronto a discuterne con il dottor Trichet quando vorrà, atti e documenti alla mano”, conclude Brunetta.


