TERRORISMO: BRUNETTA, RENZI SEGUA CAPOLAVORO BERLUSCONI DI PRATICA DI MARE
“Al tempo del governo Berlusconi si combatté con le armi dell’intelligence questa battaglia, che subì un colpo decisivo con lo smantellamento dei nostri servizi di sicurezza per via giudiziaria, lei lo ricorderà benissimo ministro Alfano”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio dopo l’informativa urgente del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sul tema del terrorismo internazionale di matrice religiosa.
“Il jihadismo, cioè il terrorismo islamico, in realtà è un fenomeno addirittura autoctono. Non ha bisogno di missionari stranieri. Abbiamo lasciato fiorire questo giardino del nostro orrore per anni. La Moschea-Centro Studi di viale Jenner a Milano è stata, secondo il dipartimento del Tesoro statunitense ‘la principale base di Al-Qaeda in Europa’, attiva in senso jihadista sin dalla fondazione nel 1988”.
“Noi italiani abbiamo interessi importanti nell’area di crisi dal punto di vista economico ed energetico, ma ancor più abbiamo doveri essenziali di difesa della libertà e un patrimonio di ideali che impongono una coesione nazionale, con un ulteriore elemento che la impone. La situazione è delicatissima. Gli sbarchi incontrollati hanno portato e portano con sé (è una certezza statistica) manipoli di terroristi che chiedono e ottengono lo status di rifugiati (Abu Omar, per fare un esempio, ottenne asilo politico per organizzare il terrorismo, come ha stabilito in primo grado il Tribunale di Milano)”.
“Protagonismo di saggezza e non di parata. L’Italia è inesistente nella crisi, tanto quanto l’Europa è passiva, frammentata, mentre Obama non ha ‘una strategia all’altezza delle circostanze’ (parole di Sergio Romano). In questo quadro, l’Italia deve recuperare un sano e forte protagonismo. Non semplicemente con gesti di parata, appunto, che pure hanno un senso simbolico, ma riuscendo a convogliare su un unico binario le grandi potenze: Usa, Russia ed Europa, ma anche Cina, India e Lega Araba”.
“L’insegnamento di De Gasperi (filo occidentale, ma mai nemico di nessuno) e che Berlusconi ha saputo portare a compimento con il capolavoro di Pratica di Mare, può fornire a Renzi la chiave, ora che è presidente del Consiglio europeo, per esercitare un ruolo pacificatore, che ahimè oggi non può che passare da un intervento armato di un fronte amplissimo di nazioni, e passando attraverso la necessaria scelta della difesa primaria di Israele, unica democrazia compiuta in quelle terre, e delle minoranze cristiane e non cristiane. La questione è che il numero di questi banditori di leve terroristiche è sconosciuto”, conclude Brunetta.


