DEF: BRUNETTA, LA TEMPESTA CARO PADOAN E’ NEI CONTI PUBBLICI ITALIANI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Nella lettera inviata ieri alla Commissione europea per comunicare il rinvio del pareggio di bilancio dal 2015 al 2016, il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha commesso almeno 3 errori:

1) il pagamento dei debiti della PA è già stato riconosciuto ‘fattore attenuante’ in sede di valutazione della conformità del bilancio dello Stato con i criteri di deficit e debito del Patto di Stabilità e Crescita lo scorso 18 marzo 2013, quando in una dichiarazione congiunta il Commissario per gli affari economici e monetari dell’Ue, Olli Rehn, e il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, avevano autorizzato il pagamento, tra il 2013 e il 2014, di 40 miliardi di debiti della PA da parte del governo Monti, allora in carica per gli affari correnti. Ad oggi, se aggiungiamo ai 23,5 miliardi di debiti effettivamente pagati alle imprese, gli addizionali 13 miliardi cui si fa riferimento nel Def di Renzi-Padoan, siamo ancora ben al di sotto dell’obiettivo iniziale di 40 miliardi già autorizzati. Per questo motivo, quindi, e per il fatto che si tratta di una operazione una tantum da effettuare nel 2014, non possono essere i 13 miliardi di pagamento dei debiti della PA che determinano l’aumento del deficit strutturale nel 2015.

2) nella lettera inviata ieri dal ministro alla Commissione europea non c’è alcuna spiegazione dettagliata del piano di rientro verso l’obiettivo programmatico richiesto dall’articolo 6 della Legge n. 243/2012. Alla luce del peggioramento dei saldi di finanza pubblica emerso dal Def e del rinvio di ogni valutazione su quest’ultimo da parte della Commissione europea al prossimo 2 giugno, come farà, il ministro Padoan, a giustificare il decreto che il governo italiano intende varare domani con riferimento al ‘bonus’ Irpef più volte annunciato dal presidente del Consiglio Renzi?

3) quello delle comunicazioni alla Commissione europea non è un capriccio politico: trattasi di procedure previste dalla normativa nazionale (la citata Legge n. 243/2012) ed europea, di cui la lettera del governo di ieri è, al di là dei contenuti, parte sostanziale. A ciò si aggiunge il fatto che il ministro dell’Economia, da un lato martedì 15 aprile in audizione davanti alle Commissioni bilancio riunite di Camera e Senato ha dichiarato: ‘è stata inviata notifica formale’ del rinvio del pareggio di bilancio, dall’altro la lettera riporta data 16 aprile 2014, vale a dire il giorno successivo.

Se per il ministro Padoan tutto questo è tempesta in un bicchiere d’acqua, lo beva tranquillamente. Da parte mia nessun inquinamento. La tempesta, e il ministro lo sa, è nei conti pubblici italiani”.

I Commenti sono chiusi