GOVERNO: BRUNETTA, SACCOMANNI E’ IN GRADO DI RIVALUTARE CAPITALE BANKITALIA?
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“Per consentire al presidente del Consiglio, Enrico Letta, di partecipare al G20 di San Pietroburgo di domani e dopodomani forte della credibilità del nostro Paese, l’Italia ha la necessità di cambiare da subito, da oggi, il ritmo di marcia, di dare uno shock all’economia, di cambiare la politica economica finora adottata.
Dobbiamo smetterla con timidezze, incertezze, rinvii e confusione: il ministro dell’Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, deve dire al Paese quali sono le strategie di politica economica che intende realizzare per riportare l’Italia su un sentiero virtuoso di crescita. E deve farlo subito, senza aspettare la Legge di Stabilità che il governo dovrà presentare alle Camere il prossimo 15 ottobre. Troppo tardi.
Per volgere in positivo le aspettative degli italiani e avviare finalmente la tanto attesa ripresa dei consumi, il ministro Saccomanni deve dire al Paese come coprirà la cancellazione della seconda rata dell’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati agricoli. Cancellazione che, se pur di non grande entità, ha assunto un valore simbolico.
Al riguardo, la proposta del Pdl è chiara: le risorse dovranno derivare dalla rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici. Una proposta vincente, sotto tutti i punti di vista. Win-win-win. Perché da questa operazione derivano benefici per tutti: per le banche, che si ricapitalizzano e affrontano con meno pathos i parametri di Basilea III; per le imprese e le famiglie, che vedono riaprire nei loro confronti i rubinetti del credito; per lo Stato, che trae vantaggio in termini di gettito.
Portare a 25 miliardi (considerando un rapporto con gli utili pari a 10) il valore del capitale sociale della Banca d’Italia, attualmente pari a 156.000 euro (300.000.000 di lire) e applicando sulle plusvalenze un’aliquota del 16% (sulla scorta di quanto previsto dall’articolo 23 del D.L. 98/2011), si avrebbe un maggior gettito one-off per lo Stato di circa 4 miliardi. Più che sufficiente a coprire la seconda rata dell’Imu, senza l’introduzione di nuovi balzelli e senza clausole di salvaguardia. Anzi prevedendo un anticipo del versamento d’imposta da parte delle banche interessate entro il mese di dicembre 2013.
Il ministro Saccomanni è in grado di garantire questo impegno?”.


