RIFIUTI: BRUNETTA, SU DISCARICA DIVINO AMORE NIENTE TRUCCHI E NIENTE INGANNI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“La legislazione ambientale in materia di rifiuti è chiara e non lascia spazio a fraintendimenti. Il decreto legislativo 152 del 2006, il Codice ambientale, prevede che chi intende realizzare nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti presenti domanda alla Regione e che sia questa, in caso di valutazione positiva del progetto, ad autorizzarne la realizzazione e la gestione.
Nel caso poi in cui sia necessario richiedere una modifica dell’autorizzazione in un impianto già esistente l’impresa presenterà una successiva domanda. La norma prevede, inoltre, che l’autorizzazione, tanto per un nuovo impianto quanto per eventuali modifiche, individui le condizioni e le prescrizioni necessarie per garantire l’attuazione ‘dei principi di precauzione, di prevenzione, di sostenibilità, di proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell’utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nonché del principio chi inquina paga’.
Il primo elemento dell’autorizzazione, dice il Codice ambientale, è la puntuale indicazione dei tipi e dei quantitativi di rifiuti che possono essere trattati. Ogni tipo di rifiuti ha una sua storia e una sua modalità di smaltimento ed è questa la base fondamentale della gestione nel rispetto dei principi del Codice ambientale e delle normative comunitarie. Disattendere questo principio non può essere tollerato.
Ad oggi non ci sono le condizioni minime per utilizzare l’impianto della Falcognana, dedicato allo smaltimento dei residui delle auto rottamate, per il trattamento e lo smaltimento di oltre mezzo milione di tonnellate di rifiuti urbani. E’ tuttavia concreto il rischio che, derogando dalle leggi vigenti, il Commissario per l’emergenza dei rifiuti a Roma si assuma la responsabilità di non chiedere, per il sito del Divino Amore come per qualsiasi altro sito, una nuova autorizzazione. La procurata emergenza di una burocrazia inerte non può essere risolta con l’avvio di un impianto illegale.
Laddove si smaltisce qualche tonnellata di avanzi di vecchie automobili non si possono portare centinaia di milioni di chilogrammi di, più o meno maleodoranti, rifiuti urbani. Il Commissario per l’emergenza verifichi allora che l’impresa di Falcognana abbia chiesto la nuova autorizzazione e presentato il progetto tecnico di adeguamento, come la legge impone, e solleciti tutte le amministrazioni competenti a esprimersi tempestivamente sulla richiesta di una nuova concessione.
Niente trucchi e niente inganni. A un gioco con le carte coperte, sulla pelle dei cittadini, le istituzioni non partecipano. Fare le cose secondo le regole è la prima norma del buon amministratore, sono sicuro che il Prefetto Sottile la saprà applicare con rigore”.


