PENSIONI: BRUNETTA, CONSULTA SI E’ GIA’ ESPRESSA, GIOVANNINI VUOLE TAGLIARLE TUTTE?

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:

“In tema di pensioni d’oro e pensioni d’argento, al buon ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Enrico Giovannini, ricordiamo quel vecchio adagio popolare che invita a non perseguire il meglio che, a volte, può essere nemico del bene.

Dal punto di vista macroeconomico, il sistema pensionistico italiano, salvo qualche coda su cui si sta lavorando, non solo è in equilibrio, ma rappresenta una delle soluzioni più avanzate rispetto ai parametri europei.

Inoltre, qualsiasi ulteriore intervento non può aggirare i parametri giuridici fissati dalla recente sentenza della Corte Costituzionale secondo cui non sono ammissibili misure che non abbiano un contenuto universale. Che non riguardino, cioè, l’intero sistema pensionistico. Ne deriva che nessun ulteriore balzello può essere posto a carico di questa o di quella categoria di pensionati.

Dati questi presupposti, se non vuol fare demagogia, al ministro Giovannini non resta che intestarsi il tentativo di un’ennesima riforma complessiva di tutto l’impianto. Auguri. Noi, invece, rimaniamo con i piedi per terra, pur consapevoli dei grandi squilibri sociali che caratterizzano il sistema pensionistico italiano. Ma come misurarli? E’ maggiore il privilegio di chi gode di una pensione elevata, ma ha versato contributi per 40 anni di attività lavorativa, con una speranza di vita di 20 anni, oppure il baby-pensionato, che ha versato contributi per meno di 20 anni e percepisce una pensione, seppure contenuta, che si trascina per oltre 40 anni?

Purtroppo le regole attuariali non lasciano grande spazio alla fantasia, né agli atteggiamenti caritatevoli. Se il ministro vuole cimentarsi con questi problemi, si accomodi. Ma per quanto ci riguarda non faremo sconti a forme di ingiustificata ed iniqua caccia alle streghe.

Certamente il professor Giovannini saprà che tutte le pensioni in essere in Italia sono da considerarsi ‘privilegiate’, in quanto la rendita pensionistica è sempre superiore ai contributi versati. Per il principio costituzionale sopra enunciato, quindi, ogni intervento deve avere una applicazione universale.

Ne deriva che se si adottasse fino in fondo il metodo Giovannini, cioè quello dell’equivalenza tra contributi versati e rendita pensionistica, noi dovremmo tagliare tutte le pensioni e, con grande sorpresa, a partire da quelle di anzianità e da quelle sociali, che in genere hanno un livello di intervento dello Stato maggiore, nonostante gli importi modesti. È questo che il ministro vuole?”.

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