IMU: BRUNETTA, SUA INTRODUZIONE HA AVUTO EFFETTI DEVASTANTI NEL 2012

“Gli effetti devastanti dell’introduzione dell’Imu nel 2012 sono noti a tutti. Secondo il rapporto 2012 di Abi e Agenzia delle Entrate, il mercato delle compravendite di immobili in Italia è letteralmente crollato, facendo registrare il peggior risultato dal 1985. Lo scorso anno, infatti, sono state vendute solo 448.364 abitazioni, il 25,7% in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2012 i prezzi delle abitazioni sono scesi del 2,7% in media annua. E per l’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) a fine 2012 si sono persi 150.000 posti di lavoro”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.

“La tesi del governo Monti, secondo cui la pressione fiscale italiana sugli immobili fino al 2011 rappresentava un’anomalia, in quanto troppo bassa, rispetto alla media dei principali paesi europei, è infondata. Nel 2010 – sottolinea l’ex ministro – l’Italia aveva una tassazione patrimoniale diretta della proprietà immobiliare dello 0,70% del Pil, perfettamente in linea con lo 0,69% della media dei paesi Ocse. In seguito all’introduzione dell’Imu del governo Monti, la percentuale dello 0,70% è aumentata all’1,35% del PIL, cioè quasi raddoppiata, portando in tal modo l’Italia a un livello di imposizione diretta sugli immobili di gran lunga superiore alla media degli altri Paesi, e seconda solo alla Francia”.

“L’Imu, tuttavia, è un’imposta di antiche origini. Nasce come una tantum nel 1992 come Isi (imposta straordinaria sugli immobili), è a carico dei proprietari, con un’aliquota standard del 3 per mille, ridotta al 2 sulle abitazioni principali e vale 11.550 miliardi di lire (5.965 milioni di euro). Nel 1993 perde il prefisso «stra» e diventa imposta ordinaria: l’Ici. L’aliquota varia dal 4 al 7 per mille, ed è prevista una detrazione d’imposta fino a 200mila lire (103,29 euro) per le abitazioni principali”.

“A dicembre 2007 il governo Prodi introduce una ulteriore detrazione dell’Ici sulle abitazioni principali di 200 euro (che si aggiunge a quella già prevista di 103,29 euro), con un minore gettito per le casse dello Stato pari a 823 milioni di euro. Nel 2008 il governo Berlusconi abolisce l’Ici sulle prime case con la sola eccezione degli immobili di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9)”, conclude Brunetta.

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