IMU: BRUNETTA, STOP SU PRIMA CASA DOVREBBE ESSERE POSIZIONE CONDIVISA, PDL VINCERA’ BATTAGLIA PER TUTTI I CITTADINI

“Lo stop all’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli non dovrebbe essere la battaglia politica del solo Popolo della libertà. Dovrebbe essere una posizione condivisa, di buon senso, un atto per ridare fiducia ai cittadini italiani, uno shock per riattivare un settore in crisi come quello edilizio. Non si tratta solo di impegni presi con gli elettori – sacrosanti, per carità – qui c’è in ballo il futuro del nostro Paese, e una riconciliazione tra lo Stato e i cittadini/contribuenti”. È quanto scrive Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da “la Discussione”.

“L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa dal 2013 – sottolinea l’ex ministro – farà ripartire, da subito, la domanda, i consumi, il mercato immobiliare e tutto l’indotto, anche con riferimento agli affitti. Noi siamo fermi su questo punto per precisi valori economici: l’economia può ripartire solo in un quadro di aspettative positive. Lberare, definitivamente, 4 miliardi con l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli aumenterebbe il reddito disponibile delle famiglie che, in un clima di fiducia, spenderanno di più, piuttosto che risparmiare a scopo precauzionale, come avviene quando si ha incertezza o paura del futuro”.“Nel 2012 – continua il presidente dei deputati del Pdl – il governo dei tecnici di Monti ha chiesto ai contribuenti, con l’Imu, 20 miliardi per far fronte alla difficile situazione finanziaria. A consuntivo, invece, le entrate sono state pari a circa 24 miliardi, con un extragettito di 4 miliardi. A causa di questo orrendo sacrificio chiesto alle famiglie italiane, sempre nel 2012, le compravendite immobiliari si sono ridotte del 23,7% (dati Istat; del 29,6% stando alle rilevazioni dell’Agenzia del Territorio); i mutui del 39.5% (dati Cgia di Mestre); la produzione nelle costruzioni è diminuita del 13,6% (dati Istat) e gli investimenti del 7,6% (dati Ance); le ore lavorate in edilizia son diminuite del 13,8% (dati Casse Edili) e i posti di lavoro nel settore edile del 5% (dati Ance)”.

“Adesso è arrivato il momento di invertire la rotta, è arrivato il momento di restituire il mal torto, di dare un segnale chiaro al Paese. L’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli non si dovrà pagare più, nè in questo 2013 nè per gli anni a venire, all’interno della riforma complessiva della tassazione sugli immobili che il governo Letta si è impegnato ad approvare entro il 31 agosto. Solo con una terapia d’urto di questo tipo si può finalmente invertire la rotta e innescare un circolo virtuoso di crescita. Una battaglia di civiltà e di speranza – conclude Brunetta – che il Popolo della libertà vincerà non solo per i propri elettori, ma per tutti i cittadini italiani”.

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