BRUNETTA, PLURALISMO A ‘IN MEZZ’ORA’? LA RAI RISPONDE CON I DATI DELLE TRE RETI
“A proposito di ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata, si risponde: ‘In linea generale i monitoraggi dell’Osservatorio di Pavia evidenziano il rispetto complessivo del pluralismo informativo…’. Che cosa avrà trovato l’Osservatorio di Pavia in ‘In mezz`ora’ che capovolga il mio conteggio di un 90 per cento circa dato a sinistra e il resto a destra?”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, su “Il Foglio”, analizza le risposte date dalla Rai a tre sue interrogazioni su altrettanti programmi di Rai Tre.
“Ci è sfuggito qualcosa? Ma no. Infatti – sottolinea – a quei puntini seguono due parolette: ‘Della Rai’. Come dire: che sarà mai se questo e quello sono faziosi, loro sono fatti così, guardiamo in generale. Ma la responsabilità dinanzi alla legge e alle regole è personale. Questo vale nel nostro caso a proposito delle norme che tutelano il pluralismo nella comunicazione politica del servizio pubblico. Altrimenti non si capirebbe perché l’Agcom rifila una multa al Tg1 e poi un’altra al Tg3. Non è che fa la media e dice va bene così. Ma quali sono i geni che hanno partorito questa risposta? Che scuole hanno frequentato? La par condicio non si pasce di dati complessivi e universali, come dire una mano lava l’altra”.
“La risposta – continua l’ex ministro – inciampa comunque in una cifretta che nega il trionfalismo della prima frase. Infatti, dice la risposta alla riga quinta: ‘Il pluralismo è sostanzialmente rispettato… sul totale delle tre reti generaliste il Pd registra il 33 dello spazio totale e il Pdl il 27 per cento’. Alt! Il periodo è quello da settembre 2012 fino a giugno 2013. Al 23 febbraio, cioè nei primi cinque mesi di conteggio, il centrodestra era maggioranza schiacciante. Subito dopo la porzione di elettori per Pd e Pdl è pressoché identica. E un vantaggio di sei punti nei programmi di informazione è ritenuto corretto? Ma va’ là. Tanto più che in questi dati non sono conteggiati gli orientamenti ideologici di sindacalisti Fiom e di intellettuali organici alla sinistra moderata o più spesso estrema di filosofi, scrittori e giornalisti”, conclude Brunetta.


