RAI: BRUNETTA, 63 RIGHE PER RISPONDERE A TRE INTERROGAZIONI, PARLAMENTO TRATTATO COME MAESTRO TONTO

“Tre interrogazioni che toccano il cuore della questione Rai: il pluralismo. Pagine di documentazione. Domande del controllore al controllato (il Parlamento alla Rai). Risposte? 63 righe in tutto. Neanche Tacito sarebbe riuscito a far meglio. Ungaretti si inchinerebbe al genio. Un meraviglioso copia e incolla, senza neanche l’uso della colla e delle forbici”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, su “Il Foglio”.

“Così sfacciato – sottolinea – perché con ogni evidenza la Rai crede che il Parlamento sia una specie di maestro tonto e tontolone che sbraita ma basta fornirgli un pezzetto di carta fotocopiata e si sazia”.

“Annunziata, Fazio e Floris. Cifre diverse e stili diseguali. Ma con un dato certo: nella presenza di ospiti e nella rappresentazione della realtà il pluralismo a ‘In mezz’ora’, ‘Che tempo che fa’ e ‘Ballarò’ è andato a ramengo, e la bilancia della par condicio ha avuto il piatto di sinistra sfondato dalla esagerata prevalenza di Pd, alleati, intellettuali e sindacalisti annessi e connessi, rispetto al resto del mondo. Non è una questione di pignolerie beghine – continua l’ex ministro – ma di sostanza della democrazia che dovrebbe esprimersi nel servizio pubblico. Ed esso è regolato da un contratto di servizio, che prevede l’osservanza di leggi, magari noiose, ma la vita sociale esige la condivisione di valori di fondo (diritto di ogni parte culturale e politica a esprimersi) espressi in norme a volte antipatiche. Insomma: il sottoscritto ha impilato una sequenza favolosa di favoritismi ai compagnucci, e ne ha chiesto conto come suo dovere ai capi della Rai, oltre che segnalare le sperticate manchevolezze all’Autorità garante delle comunicazioni”.

“Il Parlamento che esprime in fondo il popolo sovrano, padrone e pagatore della Rai, ha il compito di far valere il contratto di servizio pubblico che giustifica il canone. I massimi dirigenti della Rai ricevono interrogazioni documentate e piuttosto tragiche sull’inadempienza. Ecco che il direttore generale Gubitosi e la presidente Tarantola chiedono risposta ai grandiosi uffici delle relazioni istituzionali e delle relazioni esterne, all’ufficio legale, i cui cervelli si uniscono e si scontrano in un epocale brainstorming. Risultato della prodigiosa macchina del pensiero? 63 righe di cui la metà si ripete nei tre fogli. La par condicio in Rai forse vuol dire dare risposte uguali a domande diverse”, conclude Brunetta.

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