IMU: BRUNETTA, NEL 2012 HA SOTTRATTO 17 MLD AL PAESE
“La tesi del governo Monti, secondo cui la pressione fiscale italiana sugli immobili fino al 2011 rappresentava un’anomalia, in quanto troppo bassa, rispetto alla media dei principali paesi europei, è infondata”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Nel 2010 – continua – l’Italia aveva una tassazione patrimoniale diretta della proprietà immobiliare dello 0,70% del Pil, perfettamente in linea con lo 0,69% della media dei paesi Ocse. Dopo l’introduzione dell’Imu, la percentuale è aumentata all’1,35% del Pil”.
“Nell’incongruo sistema fiscale italiano – sottolinea l’ex ministro – l’imposizione sugli immobili presenta il massimo delle contraddizioni. La casa è tassata nel momento del possesso (Imu) e nel momento della sua vendita (imposta di registro e imposte ipotecarie). Inoltre, per le società edili, l’Imu colpisce anche l’invenduto e l’Iva non viene compensata se la vendita da parte del costruttore avviene dopo 5 anni l’ultimazione dell’edificio”.
Per quanto riguarda “il blocco delle compravendite di immobili in Italia, secondo i calcoli di Confedilizia, una riduzione di circa il 30% nel 2012 rispetto al 2011 corrisponde, in termini assoluti, a 250 mila unità. Tale riduzione ha comportato un minor reddito prodotto in Italia di 8-10 miliardi di euro. Tutto ciò senza considerare che in Italia vi sono tra 700 mila e 800 mila immobili bisognosi di ristrutturazione e che potrebbero essere oggetto di lavori per almeno altri 7 miliardi di euro. Ne deriva che nel 2012, otto-dieci miliardi derivanti dalla riduzione del numero delle compravendite più sette miliardi di mancate ristrutturazioni – conclude Brunetta – hanno prodotto una contrazione della nostra economia, nel solo settore immobiliare, pari a un punto di Pil”.


