IMU: BRUNETTA, ELIMINAZIONE NON E’ A FAVORE DI RICCHI, MA PER LE FAMIGLIE
“Le abitazioni in Italia sono 33,4 milioni, di cui: 14,4 milioni sono l’abitazione principale; 5,9 milioni sono abitazioni utilizzate anche per attività professionale; ad uso promiscuo; 5,2 milioni sono abitazioni locate; 6,5 milioni sono abitazioni sfitte; 1,3 milioni sono abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Il valore stimato di mercato delle abitazioni – continua – è prossimo a 6.000 miliardi di euro (circa 4 volte il Pil nazionale) mentre la rendita catastale complessiva supera di poco i 20 miliardi di euro. Oltre il 90% delle abitazioni è di proprietà di persone fisiche, il restante 10% è di proprietà di società”.
“La superficie abitativa di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche è pari a circa l’8% della superficie complessiva: immaginare la presenza di un grande fratello immobiliare è una sciocchezza. Colpire gli immobili significa sempre e solo colpire le famiglie, sia proprietarie che in affitto. La lettura dei versamenti Imu del 2012 nei singoli comuni dimostra come il complesso della fiscalità immobiliare vada rivisto fin dalla radice. A Roma il versamento medio di oltre un milione di famiglie è di 537 euro: quasi il doppio di Milano (292 euro) e il 44% in più di Cortina d’Ampezzo (375 euro). Non sembrano necessari altri dati per dimostrare la non equità di questa imposta per le abitazioni”.
“Riguardo alle abitazioni, la maggior parte è destinata alla residenza delle famiglie: 64,4% sono abitazioni principali, 16% le cosiddette ‘seconde case’, l’8,9% è dato in locazione, un ulteriore 2,8% è costituito da abitazioni date in uso gratuito a un proprio familiare che vi ‘dimori abitualmente’. Ipotizzando che ad ogni abitazione principale corrisponda una famiglia, risulta che il 78,2% delle famiglie risiede in abitazioni di sua proprietà”.
“Eliminare l’Imu sulla prima casa, dunque, non è una politica economica a favore di pochi ‘ricchi’ possessori di case, per i quali invece sarà mantenuta, ma più semplicemente riportare una briciola di equità nel regime fiscale delle abitazioni e, attraverso questa, sostenere i consumi delle famiglie e dell’economia in generale”, conclude Brunetta.


