ELEZIONI: BRUNETTA, PROPOSTA BERSANI E’ INCOSTITUZIONALE

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“L’ipotesi che il capo dello Stato nomini un governo senza avere la ragionevole convinzione che esso sia in grado di ottenere la fiducia, costituirebbe una grave scorrettezza costituzionale. Il potere di nomina è, infatti, un potere non libero, ma discrezionale, finalizzato cioè all’obiettivo di nominare un governo in grado, almeno sulla carta, di ottenere la fiducia. La situazione di oggi è aggravata dal fatto che l’attuale presidente della Repubblica non avrebbe nemmeno l’arma dello scioglimento.

Quanto a eventuali governi di minoranza con l’astensione (o l’assenza, al Senato, di alcuni parlamentari), perché il presidente della Repubblica possa dare il via ad una simile ipotesi, è necessario che egli si assicuri l’impegno ufficiale e solenne, in sede di consultazioni, che uno o più partiti si asterranno per consentire il nascere del governo di minoranza. L’idea di un governo nominato che, sulla premessa di non avere la ragionevole convinzione di potere ottenere la fiducia, vada in Parlamento alla ricerca dei voti non è costituzionalmente ammissibile, soprattutto in epoca di semestre bianco.

Per definizione il governo di minoranza non è, inoltre, da solo, in grado di assicurare il numero legale (calcolato automaticamente nelle votazioni fiduciarie). Il rischio di fallimento dell’operazione è dunque molto grande. Contare quindi su una fiducia minoritaria senza avere un accordo politico che assicuri il numero legale e l’astensione (o uscita dall’aula) è altamente discutibile sul piano della correttezza costituzionale e esporrebbe il presidente della Repubblica al rischio di una grave forzatura”.

I Commenti sono chiusi