CRISI: BRUNETTA, ECONOMIA REALE E FINANZA PUBBLICA AL DISASTRO NEL 2012, BISOGNA FARE PRESTO

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Dati Istat 2012: PIL -2.4%; rapporto deficit/PIL: -3%; debito/PIL al 127% e disoccupazione record all’11,7%. Sono questi gli indici del disastro del governo dei tecnici e della politica economica di rigore cieco imposti all’Italia dall’Unione europea a trazione tedesca.

Con questi fondamentali non si va da nessuna parte. Con questi fondamentali si rischia nuovamente una tempesta perfetta. I mercati non possono in nessuna maniera aver fiducia in un paese ridotto così: con questi tassi di disoccupazione, con questa recessione. Senza speranza.

Con questi fondamentali non è più neppure credibile la ripresa prevista per la seconda metà dell’anno, in quanto il trascinamento, vale a dire l’eredità negativa, del 2012 sul 2013 impedirà qualsiasi cambio di segno.

Per questa ragione occorre far presto con il nuovo governo, prima che le società di rating ci declassino un’altra volta. Occorre far presto con un governo forte, responsabile, capace di imporre all’Unione europea un cambiamento di politica economica, nel senso della crescita e dello sviluppo. Un governo in grado di agire tanto nel segno di una finanza pubblica rigorosa, ma al contempo di sviluppo, quanto nell’accompagnare le necessarie strategie di contrasto alla disoccupazione, soprattutto giovanile.

Non c’è tempo da perdere. Non possiamo aspettare né i tempi della politica, né i tempi delle prassi istituzionali. Le forze politiche responsabili comincino a dare da subito, già da lunedì, le risposte che il paese si aspetta. Giochi e giochetti, tatticismi irresponsabili, logiche del tanto peggio tanto meglio, incomprensibili veti rischiano di portare l’Italia, questa volta sì, nel baratro. Bersani rifletta! Altro che green economy, altro che scouting di grillini, altro che governo di minoranza!

Siamo certi che il presidente Napolitano, nella sua alta saggezza, richiamerà tutte le forze politiche alle loro responsabilità. Per il bene del paese”.

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