UE: BRUNETTA, REHN SCANDALOSO​. E SE LA COMMISSION​E BARROSO SI DIMETTESSE​?

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Scandaloso il commissario per gli affari economici e monetari dell’Unione europea, Olli Rehn: se rallenta la crescita, più tempo per ridurre il deficit. La lettera che il vice-presidente della Commissione ha inviato ieri sera ai ministri delle Finanze dell’eurozona è il de profundis della politica economica adottata dall’Europa a trazione tedesca.

Le istituzioni europee sono in chiara confusione mentale: prima ci obbligano a sangue, sudore e lacrime, poi vedono i risultati di queste misure (la recessione) e si ricredono. Probabilmente, se ci si fosse fermati a riflettere sulla genesi della crisi appena questa si è manifestata, se ne sarebbero comprese le cause e la “cura” sarebbe stata appropriata ed efficace.

Invece, il commissario Olli Rehn, si è accorto solo ieri degli studi condotti, già diversi mesi fa, dal Fondo Monetario Internazionale sull’impatto negativo sulla crescita economica dei provvedimenti fiscali implementati in Europa negli anni della crisi. E solo ieri ha realizzato la necessità di considerare le specificità dei singoli paesi nell’implementare le misure di consolidamento dei bilanci pubblici. Troppo tardi. Come sempre.

Per amor di cronaca, si ricorda che è datata 17 giugno 2010 la proposta che fece in tal senso (tenere conto dei fattori rilevanti dei singoli paesi nel definire i piani di rientro da livelli di deficit/debito considerati eccessivi) l’allora presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Per tutta la durata della crisi in Europa si è andati avanti sulla via del rigore fine a se stesso e del risanamento cieco dei conti, mentre gli Stati Uniti, e il presidente Obama lo ha ribadito nel suo discorso sullo stato dell’Unione di martedì 12 febbraio, hanno fatto della crescita e dell’occupazione la propria stella polare.

I risultati delle 2 politiche economiche diverse adottate sono sotto gli occhi di tutti. Forse sarebbe il caso che José Manuel Barroso e compagni prendessero in considerazione l’idea di dimettersi per manifesta incapacità. Non dimentichi, poi, il commissario Rehn, che quando nel 2003 la Germania ha fatto le riforme che la rendono oggi il paese più competitivo dell’eurozona, fu la prima a rompere il patto di Stabilità europeo. Ora chiede di farlo la Francia, che nel 2013 non riuscirà a rispettare il limite del 3% con riferimento al deficit. E viene concesso.

Peccato che a noi sia stato riservato un trattamento ben diverso. Monti, dall’alto della sua credibilità, ha qualcosa da dire?”.

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