L.STABILITA’: BRUNETTA, NOSTRA ECONOMIA DI SOLO RIGORE MUORE
“La nostra economia e la nostra società di solo rigore muoiono. E il rigore, se declinato senza le opportune misure per la crescita, non è neanche in grado di raggiungere gli obiettivi di risanamento della finanza pubblica”. Lo ha detto Renato Brunetta intervenendo in aula alla Camera per la relazione finale sulla Legge di Stabilità.
“Se la sequenza è unicamente quella del taglio della spesa pubblica e dell’aumento della pressione fiscale, con relativo avvitamento in termini di crescita – ha sottolineato – non solo non si raggiungono gli obiettivi fissati, ma si finisce per ridurre drasticamente l’efficacia della politica monetaria che il presidente della BCE, Mario Draghi, ha cercato di far convergere progressivamente verso l’impostazione espansiva adottata dalle altre banche centrali mondiali”.
“Il limite delle politiche fin qui seguite è stato, tra l’altro, di recente evidenziato con estrema chiarezza nell’ultimo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, che ha rilevato rischi di “avvitamento” delle economie dell’eurozona, derivanti dalle stringenti manovre di consolidamento dei conti pubblici attuate dai governi in periodi caratterizzati da congiuntura economica negativa. Secondo le analisi di confronto internazionale svolte dal Fondo, alcuni errori di previsione della crescita, effettuati negli ultimi anni da quasi tutti gli enti preposti a tali stime, indicano la presenza di una sistematica sottovalutazione dell’impatto delle misure di rigore sulla crescita economica. In base ai risultati presentati – ha detto Brunetta – i moltiplicatori fiscali effettivi sperimentati nei paesi avanzati nel periodo della crisi sono da 2 a 3 volte maggiori di quelli abitualmente utilizzati nelle analisi economiche”.


