CRISI: BRUNETTA, FAMIGLIE PIU’ POVERE, DISOCCUPAZIONE ALTA E RECESSIONE IN 1 ANNO DI GOVERNO MONTI
“Oltre alla riforma delle pensioni, io non condivido anche l’altra riforma, quella del mercato del lavoro. Che non sta funzionando, perché la disoccupazione aumenta, i giovani non riescono a trovare lavoro, non si è flessibilizzato il mercato in uscita e tutto il discorso sull’articolo 18 non ha prodotto alcun risultato, se non altri cavilli giuridici e cause in tribunale, irrigidendo invece le regole per le assunzioni. Ora infatti è più difficile fare un contratto a termine, e chi aveva già un contratto a termine se l’è visto cancellare per paura di doverlo trasformare in uno a tempo indeterminato. È esattamente quello di cui non c’era bisogno in questa precisa fase congiunturale. Io l’avevo detto dal primo momento, tanto è vero che non ho votato la riforma Fornero del mercato del lavoro, facendo anche una dichiarazione ufficiale in Aula. E i fatti mi dicono che avevo ragione, tanto sulla riforma delle pensioni quanto sulla riforma del mercato del lavoro”. Lo ha detto il coordinatore dei dipartimenti del Pdl, e relatore della Legge di Stabilità in commissione Bilancio alla Camera, Renato Brunetta, intervenendo a “Radio Anch’io” sulle frequenze di Radio1.
“Al di là di Monti, al di là del momento difficile, al di là dello spread, della pistola puntata, della Germania, al di là della crisi, le riforme sono cose serie. Non basta dichiararle, dire che sono state fatte: bisogna farle bene”, ha aggiunto l’economista.
“Il governo tecnico ha esagerato – conclude Brunetta –. Con l’Imu, la patrimoniale è già stata messa. E su questo punto sono molto critico. Perché non era necessario, perché si è fatta molta retorica sulla crisi, sul baratro, e il risultato è che le famiglie si sono impoverite, la disoccupazione sta aumentando e ora ci troviamo in profondissima recessione. Ecco, questo è il bilancio di un anno di governo Monti”.


